L’Arsenal e l’arte del suicidio calcistico: ora può perdere la Premier
Perde 2-1 col City. E ora rivive l'incubo della marmotta: uguale a quella di tanti anni. Arteta dovrà convivere con lo spettro di essere un perdente seriale. Ma non è finita. Paperona di Donnarumma

Manchester City's Norwegian striker #09 Erling Haaland (R) heads the ball in front of goal during the English Premier League football match between Manchester City and Arsenal at the Etihad Stadium in Manchester, north west England, on April 19, 2026. Darren Staples / AFP
L’Arsenal ha perso 2-1 all’Etihad contro il Manchester City e la corsa alla Premier League è riaperta del tutto. Sei punti di vantaggio evaporati in due giornate — prima la sconfitta interna col Bournemouth, ora il ko a Manchester. Il City, con una partita da recuperare contro il Crystal Palace, è virtualmente in parità.
Povero Arsenal. E poveri tifosi dei Gunners. Siamo nei dintorni del suicidio calcistico: una specialità della casa. L’Arsenal sta rivivendo quello che possiamo definire l’incubo della marmotta, sempre uguale a sé stesso. Non a quello del giorno prima ma a quello dell’anno prima. I Gunners hanno perso 2-1 la sfida decisiva contro il Manchester City che adesso si è portato virtualmente in parità. Il City ha vinto 2-1 ed è a meno tre con una partita da recuperare (contro il Crystal Palace non la squadra del dopolavoro ferroviario) . La corsa alla Premier sembrava chiusa un mesetto fa. Ma ancora una volta Arteta e i suoi hanno sciupato un vantaggio che sembrava incolmabile. In appena due giornate si sono fatti rimontare sei punti. Prima la sconfitta interna col Bournemouth e oggi il ko per 2-1 all’Etihad.
È un incubo per l’Arsenal che è stato anche sfortunato, va detto. L’Arsenal costruisce un vantaggio che sembra incolmabile, si installa al comando con la sicurezza di chi ha già vinto, e poi si dissolve nel momento in cui bisogna chiudere la pratica. Haaland ha segnato il gol decisivo nella ripresa. È successo nella stagione 2022-23, è successo nella 2023-24, e sta succedendo di nuovo. Ha colpito due pali. Uno sull’1-1 e uno sul 2-1. Ora, saranno giorni terribili per Arteta e il mondo Arsenal. Arteta dovrà convivere con l’incubo di essere un perdente seriale, un perdente dissipatore. Non saranno giorni semplici.
Intanto Guardiola se la ride. Potrebbe riuscire a vincere una Premier incredibile, in cui il City non ha mai dato l’impressione di essere sul pezzo. Ovviamente una volta fiutato l’odore del sangue, uno come Pep e una squadra come I Citizens, non si lasciano sfuggire l’occasione.
Arteta dovrà convivere con il sospetto più doloroso per un allenatore: essere un dissipatore seriale. Uno che prepara tutto alla perfezione, costruisce squadre capaci di dominare per mesi e poi non riesce a portarle al traguardo. Il talento c’è, il gioco c’è, i numeri ci sono. Manca la cosa che non si allena e non si compra: la capacità di non distruggersi da soli quando il traguardo è in vista.