Jasmin Repesa si presenta a Napoli: “Siamo sfiduciati, bisogna ripartire dalle cose semplici”
Ricostruire la fiducia persa e un ambiente più compatto sono i due obiettivi che Jasmin Repesa, nuovo coach di Napoli, vuole raggiungere per risollevare tifosi e squadra.

Jasmin Repesa si presenta ufficialmente a Napoli e ai napoletani. Oggi alle 13:30, nella sala stampa dell’Alcott Arena, si è tenuta infatti la conferenza stampa di presentazione ufficiale del coach croato. Repesa arriva dopo l’esonero di coach Alessandro Magro e a pochissimi giorni dalla sfida decisiva in chiave salvezza contro la Nutribullet Treviso, reduce da tre vittorie di fila e solo due vittorie distante dalla Guerri Napoli.
In apertura, il coach ha parlato della chiamata a cinque giornate dalla fine e della situazione ereditata:
“Approfitto per salutare tutti. Speriamo di trovare la strada giusta per questa squadra che in questo momento non è al livello a cui vogliamo vederla. Questa situazione è sicuramente strana. Essere chiamato 5 partite dalla fine non è successo mai prima, ma la società ha deciso che è una situazione urgente e sono dovuto venire. Ho bei ricordi delle piccole guerre che ho avuto anche qua a Napoli.
Voglio ringraziare coach Alessandro (Magro) perchè ho trovato un sistema di gioco di altissimo livello, ma devo dire che ho trovato la squadra sbilanciata dal punto di vista mentale, hanno perso sicurezza. Ci sono stati parecchi cambiamenti e la squadra si è sbilanciata. Il lavoro da fare sarà quello di trovare nuovi equilibri per poter reagire come gruppo compatto. Serve la disponibilità di tutti, tutti devono sentire il senso di urgenza. Quando si inseriscono così tanti giocatori durante la stagione si costruisce praticamente una nuova squadra. Se inserisci gente come Totè, Doyle, che hanno bisogno del pallone, che cambiano la squadra, allora può sbilanciarsi qualcosa. Ora è il momento di dare tutto e i giocatori devono capirlo, pensando al successo di squadra e non personale.”
Su cosa lo abbia convinto del progetto e sulla pressione del momento:
“C’è grande convinzione da parte della società e dei giocatori. Napoli è una nupva realtà che vuole crescere e ha ambizioni, credo di essere ancora capace di soddisfare tali ambizioni. Per guardare al futuro però dobbiamo fare di tutto per vincere questa partita contro Treviso, poi vediamo. Vincendo sarebbe più facile guardare avanti. Ora però dobbiamo stare con i piedi per terra e guardare cosa succede dietro di noi. C’è pressione, ma mi piacciono le sfide, c’è sempre pressione, sono maturo, ho fatto tante di queste partite ed è normale. Prima del Covid e quando sono stato direttore sportivo in federazione sono stato lontano dalla panchina e sono voluto tornare perchè mi mancava questa adrenalina. “
Alla domanda su dove sia più urgente incidere per ritrovare il gioco:
“Il problema della point guard non è un problema in realtà perchè il ruolo della point guard non esiste più come una volta. Un problema è che però quando si è in difficoltà non si riescono a fare le cose facili. Dobbiamo essere connessi tutti insieme. Abbiamo già fatto due allenamenti. Ci sono cose di cui sono già soddisfatto e cose da migliorare. Sono ottimista, dobbiamo esserlo tutti. Domenica sarà una partita importantissima, Treviso ha trovato equilibrio, hanno vinto tre partite di fila. Noi dobbiamo trovarlo e giocare nel modo giusto con fluidità e intensità, insomma un gioco adeguato. Che vuol dire un gioco adeguato? Non è solo il sistema di gioco, non solo gli schemi. Che manca a questa squadra? Il canestro facile e si fa con buona difesa e contropiede, si fa con rimbalzo in attacco e canestro, si deve partire da queste cose. Partiamo dalle cose semplici. Bisogna correre e correre per trovare canestri facili. I giocatori si vede che hanno perso fiducia, si vede la fragilità mentale. Sono qua per aiutarli, sono qua per rendere lo spogliatoio una fortezza e renderli compatti. Ho già parlato con i giocatori, bisogna fare dei sacrifici.”
Sullo stato di forma di Naz:
“Si è allenato come tutti, è un po’ indietro, ma c’è grande disponibilità.”
Infine, su come ha ritrovato Totè dopo gli anni di Pesaro:
“Sono orgoglioso di quanto sia cresciuto. A Pesaro è cominciato tutto. Oggi l’ho ritrovato e deve avere più fame, sia lui sia Caruso. Hanno capacità enormi, sanno giocare. Gli ho chiesto quanti canestri ha fatto da rimbazlo in attacco e deve ritrovare quella cattivera e aggressività nel fare anche queste cose.”









