Il processo bis per la morte di Maradona: sette persone accusate di omicidio premeditato

Cento testimoni. Tra i sette imputati il suo principale consulente medico, Leopoldo Luque, e la sua psichiatra Agustina Cosachov. Rischiano tra gli otto e i venticinque anni

Maradona

È cominciato in Argentina il secondo processo per la morte di Diego Armando Maradona, scomparso a 60 anni per un’insufficienza cardiaca. Il primo processo è fallito nel 2025 dopo che uno dei tre giudici ha consentito riprese non autorizzate in aula per la realizzazione di un documentario.

Anche nell’ambito di questo processo bis lo staff medico di Maradona è accusato di non avergli prestato le cure mediche adeguate: sette persone sono a processo per omicidio premeditato, tra cui il suo principale consulente medico, Leopoldo Luque, e la sua psichiatra Agustina Cosachov. In caso di condanna, rischiano una pena detentiva compresa tra gli otto e i venticinque anni.

Gli inquirenti hanno classificato il caso come omicidio colposo, perché, a loro avviso, gli imputati erano consapevoli della gravità delle condizioni di salute di Maradona ma non hanno preso le misure necessarie per salvarlo. L’insufficienza cardiaca gli ha causato un edema polmonare acuto, ovvero un accumulo di liquidi nei polmoni, come confermato dall’autopsia preliminare.

Un gruppo di esperti, incaricato dalla procura di indagare sull’équipe medica di Maradona, ha affermato che le cure ricevute a casa sua sono state “carenti e sconsiderate”. E hanno concluso che Diego “avrebbe avuto maggiori possibilità di sopravvivenza” con un trattamento adeguato in una struttura medica idonea. Circa cento persone, tra cui le figlie di Maradona, testimonieranno davanti a una nuova giuria presso il tribunale di San Isidro. Il processo dovrebbe durare fino a luglio.

La sua ex infermiera, Dahiana Gisela Madrid, comparirà in un processo separato.

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