Cobolli perde la finale di Monaco e dà la colpa alla fidanzata: «La prossima volta resti a casa»

L'azzurro cede 6-2 7-5 contro Shelton dopo aver demolito Zverev in semifinale. Da lunedì sarà numero 13 al mondo. Il ragazzo che avrebbe potuto fare il terzino alla Roma continua a fare cose da grande, compreso perdere con il sorriso.

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Dc Bologna 21/11/2025 - Coppa Davis / Italia-Belgio / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Flavio Cobolli

Flavio Cobolli ha perso la finale dell’ATP 500 di Monaco di Baviera contro Ben Shelton, 6-2 7-5. E la prima cosa che ha fatto, a premiazione ancora in corso, è stata prendersela con la fidanzata Matilde Galli: «Ti avevo detto di non farmi perdere. Hai fallito. La prossima volta resti a casa». È il tipo di reazione che racconta un giocatore più di qualsiasi statistica.

La semifinale da sogno contro Zverev e le lacrime per Mattia

A Monaco si è divertito eccome — almeno fino alla finale. In semifinale ha demolito Zverev, numero 3 del mondo e padrone di casa, con un doppio 6-3 in un’ora e nove minuti. Una partita perfetta: 75% di punti con la prima, sette ace, la prima vittoria in carriera contro un top 5. A fine match è scoppiato in lacrime e ha dedicato la vittoria a Mattia, un ragazzino di tredici anni del suo circolo scomparso il giorno prima. Anche questo è Cobolli: piange per un ragazzino e il giorno dopo scherza con la fidanzata.

Contro Shelton il primo set scivola via, nel secondo non basta l’orgoglio

Contro Shelton la storia è stata diversa. Il primo set è scivolato via senza appello: break immediato, sei palle del controbreak sprecate nel secondo game, 6-2 in 42 minuti. Nel secondo Cobolli ha tirato fuori l’orgoglio, ha tenuto fino al 5-5, poi Shelton ha piazzato il break nell’undicesimo game e ha chiuso. Un’ora e mezza, quinto titolo ATP per l’americano.

Numero 13 del mondo a ventitré anni: la settimana è vinta comunque

Il punto è che Cobolli ha perso la finale ma ha vinto la settimana, e forse molto di più. Da lunedì sarà numero 13 del mondo — miglior ranking della carriera, ad Acapulco a marzo aveva già vinto il suo primo 500. A ventitré anni sta costruendo qualcosa di serio, con uno stile fatto di mani e finezza più che di potenza, come notava il New York Times. Non è Sinner, non ha quella ferocia metodica, ma ha qualcosa che Sinner non ha: la leggerezza di chi sa ridere anche quando perde.

E la fidanzata, la prossima volta, resterà probabilmente in tribuna lo stesso.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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