Binaghi: “Malagò è simpatico. Per fare le riforme servono gli antipatici”

Il presidente della Federtennis (Abodi lo elogia) si gode zitto zitto la crisi del pallone: "L'occasione per cambiare il calcio l'ha avuta otto anni fa... Se nel calcio deve farle lui le riforme mi viene da sorridere"

Binaghi

Roma 01/02/2024 - Il Presidente della Repubblica incontra la squadra di Coppa Davis / foto Image Sport nella foto: Angelo Binaghi

“Se le riforme le deve fare Malagò un po’ mi viene da sorridere”. Che è poi quel che Angelo Binaghi immaginiamo stia facendo da quando s’è aperta la crisi istituzionale del calcio italiano, pur restando in un diplomatico e misterioso silenzio. Il presidente della Federazione italiana tennis e padel ha sempre tenuto il calcio come stella polare del suo successo, per contrapposizione. Noi, provocando un po’, lo candidammo per il posto di Gravina ben prima che tutto andasse a scatafascio. Avrebbe potuto infierire, finora non l’ha fatto.

Però poi, a margine della presentazione degli Internazionali di Roma, gli hanno chiesto un parere sulla candidatura di Malagò in Figc, e non s’è tenuto la frecciatina: “L’occasione per cambiare il calcio l’ha avuta otto anni fa quando era presidente del Coni e scelse un commissario a tutto tondo, Roberto Fabbricini, invece di modificare radicalmente lo statuto”.

Malagò è simpatico ma per fare le rivoluzioni e le riforme serve essere antipatici. Bisogna essere capaci di imporre determinate scelte impopolari per risollevare l’orgoglio di un movimento che è fermo allo zero e che deve trovare le energie necessarie per tornare leader come lo è stato per 100 anni”.

Poi, riguardo al torneo romano, ha posto gli obiettivi (che dicono molto di come è fatto, Binaghi): “Abbiamo tre obiettivi per questa edizione degli Internazionali d’Italia. Il primo è superare i 400mila biglietti venduti, il secondo è superare il miliardo di euro di impatto economico sul territorio, il terzo è provare a vincere anche il torneo singolare maschile: credo sia il momento giusto, non solo per quello che ha fatto Sinner a Montecarlo, ma perché abbiamo 4 italiani tra i primi 21 giocatori al mondo”.

Il quinto Slam non è Roma, sono gli Internazionali Bnl d’Italia. Ci penso ogni giorno e vivo per questo. Credo che ci sia una finestra temporale di qualche anno in cui si possa fare questa impresa. Sto terminando di risolvere con il Governo alcune problematiche di altre manifestazioni, ma vorrei esaminare il prima possibile lo studio di fattibilità: finché non vengo smentito, penso sia la manifestazione sportiva più profittevole che possa avere l’Italia per gli anni a venire. Il nostro sogno è che il Governo si convinca di questo, io le tenterò tutte e non mi darò mai pace. Io devo portare avanti il tema della fattibilità del quinto slam perché non voglio averlo sulla coscienza. Mi dicano apertamente se non si può fare”.

Da sottolineare il contraltare, in sede di presentazione, di Abodi. Contentissimo – dopo aver sottolineato in audizione al Senato quanto è stato fallimentare il governo federale del calcio – di poter elogiare le vittorie della Federtennis: È veramente interessante notare come alle vittorie dei nostri tennisti corrispondano le strategie della Federazione”, ha detto.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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