L’Arsenal di Arteta rischia di diventare la seconda classificata più criticata della storia

Dal Telegraph: "Guardiola ha un vantaggio: i suoi hanno già vinto, affronterà le prossime partite con convinzione. Per lo spagnolo è l'opposto, gestisce una squadra che ha già ceduto alla pressione"

Arsenal Arteta psicologia

Mg Milano 06/11/2024 - Champions League / Inter-Arsenal / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Mikel Arteta

Il Telegraph analizza anticipatamente Manchester City-Arsenal, gara che deciderà molto della Premier League 2026. Di nuovo Arteta e la sua squadra stanno rischiando di essere rimontati, dimostrando forse di non essere una squadra che gestisce al meglio la pressione quando inseguita. Il che potrebbe essere un limite incredibile, dato che in questo momento della stagione di solito – secondo le statistiche – Guardiola non sbaglia un colpo. Anzi, è una macchina da guerra. Il tutto si deciderà all’Etihad, ma un’eventuale sconfitta per Arteta sancirebbe forse un quasi-sorpasso che avrebbe dell’incredibile. E che (sempre forse) definirebbe il secondo posto dell’Arsenal come uno dei peggiori di sempre.

Guardiola ha un vantaggio: ha già vinto con questi giocatori. Per Arteta e l’Arsenal è il contrario

Ne scrive così il Telegraph:

“Per Mikel Arteta, le conseguenze di un eventuale insuccesso sarebbero più gravi; la validità del suo approccio dipende interamente dal fatto che riesca a vincere la Premier League o la Coppa dei Campioni nei prossimi due mesi. Arteta affronta la partita più importante della sua carriera da allenatore finora. Un trionfo renderebbe irrilevanti e prive di significato tutte le critiche mosse finora al suo “governo”. Un fallimento, invece, comporterebbe un periodo di rancore e recriminazioni. […]

All’Emirates si respira un’aria da “fine che giustifica i mezzi” da quando Arteta ha cambiato strategia, optando per un percorso che lo avvicinasse più al Chelsea di José Mourinho che al City di Guardiola, sotto la cui guida aveva affinato le sue doti di allenatore. […] Raramente, se non mai, una squadra con sei punti di vantaggio così avanti nella stagione – mentre si prepara per una semifinale di Champions League – è stata percepita in modo così negativo. […]

Guardiola ha questo vantaggio: il ricordo delle precedenti vittorie del titolo fa sì che il City affronti le prossime sei partite con la ferma convinzione di poter vincere, anche se ha la stessa probabilità dei suoi avversari di perdere punti. Per l’Arsenal, invece, è il contrario. Il loro record di 12 sconfitte ad aprile sotto la guida di Arteta – il più alto in un singolo mese da quando è alla guida della squadra – non può essere liquidato come irrilevante. Suggerisce che siano una squadra che cede alla pressione. Ottenere risultati a metà stagione è diverso, perché le conseguenze non sembrano così nette. Al contrario, il City ha vinto quasi l’80% delle partite di aprile sotto la guida di Guardiola. […]

Arrivare secondi nel 2026 sarebbe senza dubbio un fallimento. Questo dovrebbe essere il momento dell’Arsenal, ma la spinta finale per vincere un trofeo importante è sempre la più difficile. Il calcio è pieno di esempi di squadre che hanno sfiorato la vittoria e poi hanno dato una svolta positiva alla stagione successiva. Il più delle volte, però, quel passo successivo si rivela un passo indietro. Finora l’Arsenal è riuscito a evitarlo. Dal punto di vista psicologico, sarebbe più difficile riprendersi quest’estate e c’è una maggiore probabilità di conseguenze a lungo termine se la fiducia nell’allenatore dovesse iniziare a vacillare”.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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