Allegri sulla Figc: “Devono ancora decidere il presidente, poi penseranno all’allenatore”
In conferenza stampa: “Se avessimo vinto l’opinione sarebbe stata diversa. Nel primo tempo abbiamo subito un tiro di Spinazzola; nel secondo la parata di Maignan su Giovane nata da un nostro errore”.

Db Bologna 03/02/2026 - campionato di calcio Serie A / Bologna-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri
La conferenza stampa di Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, alla vigilia del match contro l’Udinese, in programma sabato 11 aprile alle 18:00 a San Siro.
Ecco le sue parole:
“L’importante è lavorare bene sulla stagione prossima se riusciremo a entrare in Champions League. Real-Bayern è stata una partita meravigliosa, e abbiamo notato i portieri solo per le parate. Quando l’arbitro ha fischiato la fine ero dispiaciuto, perché volevo proseguisse la partita. È stato meraviglioso, è quello il bello del calcio. Noi vogliamo avere l’ambizione di fare una bella Champions se ci entreremo”.
La conferenza di Allegri
Cosa ti ha insegnato questa stagione?
“È sempre una crescita costante, soprattutto per il confronto con persone nuove. Sul piano tecnico-tattico, quest’anno abbiamo lavorato in questo modo e l’anno prossimo cambieremo tutto. Io non sono abitudinario nel lavoro e nel calcio. A fine anno ci sarà da fare un recap con tutto lo staff e il gruppo di lavoro, e se entreremo in Champions dovremo migliorare tutto”.
A Napoli ha detto ‘Non bisogna sbagliare partita’, cosa intendeva?
“In queste partite devi portarti l’episodio dalla tua parte, lunedì è stato più bravo il Napoli a farlo e segnando il gol decisivo”.
Ogni anno al Milan si cerca un attaccante. In questo momento della sua carriera Gimenez può reggere il peso di questa maglia o serve un grande numero 9?
“Sono arrivato, abbiamo lavorato insieme, ed è rimasto fermo 6 mesi per la caviglia. Ora sta avendo anche un rimbalzo mentale e fisico dopo alcune buone settimane. Non so dire se sia pronto, dobbiamo guardare quello che c’è oggi, e tutti devono dare il massimo. Un passo alla volta, ma ho piena fiducia nei calciatori che abbiamo in attacco, senza scordarci che anche centrocampisti e difensori possono fare gol”.
Manca cattiveria vicino alla porta?
“Speriamo di ritrovarla, ma sono sicuro che i nostri attaccanti abbiano questa caratteristica e torneranno ad aiutarci nelle ultime partite”.
Cassano ha detto che i fallimenti del calcio italiano sono colpa sua, cosa risponde?
“Ho avuto la fortuna di allenare Antonio, che era straordinario da giocatore. Credo che si avvicinasse un po’ a Ronaldinho, facevano passare la palla dove volevano. Per quanto riguarda quel che ha detto, rispetto le opinioni di tutti. Mi ha dato molto peso se mi ritiene il responsabile di tutto: lo ringrazio, è un gran complimento”.
Guardando indietro, dal mercato cosa avrebbe voluto di diverso?
“Non serve guardare indietro. A fine anno, a bocce ferme, faremo tutte le valutazioni in tutti i settori. In mezzo al campionato si è condizionati dal risultato, ed è per questo che dico ai ragazzi di vincere per passare una settimana serena”.
La condizione di Saelemaekers incide sulla produzione offensiva? E poi perché tutte queste multe?
”Bisogna chiederlo ai giocatori del ritardo, esageriamo un po’ ma non è assolutamente per scaramanzia. Alexis è cresciuto molto, ed è nel pieno della sua maturità calcistica e umana. Ogni tanto ha reazioni in cui va un po’ fuori dal ritmo, e sbaglia anche tecnicamente. Deve migliorare ancora di più nell’autogestione”.
Posso escluderla dai futuri ct della Nazionale?
“Prima dell’allenatore devono decidere chi sarà il presidente, poi faranno le loro valutazioni”.
La prestazione a Napoli è stata negativa?
“Io non sono d’accordo. Se avessimo vinto l’opinione sarebbe stata totalmente differente. Nel primo tempo abbiamo subito un tiro da fuori di Spinazzola; nel secondo c’è stata la parata di Maignan su Giovane che è arrivata da un nostro errore. Poi si può sempre fare meglio, certo, ma la partita contro la Lazio per esempio è stata peggiore rispetto a quello di Napoli. Poi si può sempre fare di più perché sono i piccoli dettagli che fanno la differenza. I ragazzi stanno facendo un campionato buono, e in questo momento siamo tra le prime quattro. Bisogna avere la forza, la lucidità e l’equilibrio di rimanerci”.
Serve cambiare quindi?
“Siamo tutti a disposizione tranne Gabbia, che verrà con noi ma non è al 100%. Ci sarà la possibilità di fare dei cambi per poter avere energie mentali e fisiche maggiori”.
Come ci spiega la flessione?
“Mi viene difficile spiegare il calcio. All’inizio la squadra si è messa a disposizione, come sta facendo ora perché un gruppo straordinario. Spiegare i perché è difficile. Noi possiamo fare tutte le cose più belle del mondo, ma c’è da vincere le partite, ed è questo che sposta l’opinione”.
Quanto sono mancati Pulisic e Leao?
“Hanno avuto diversi problemi fisici che li hanno limitati. Ora Gimenez è tornato, ma dopo tutti questi mesi può avere un calo fisico. Poi ci sono Füllkrug e Nkunku. Ora conta solo arrivare all’obiettivo, che si giochi con 6 punte o 1. A Napoli abbiamo sbagliato alcune occasioni, e com’è normale che sia il risultato cambia l’opinione, ma se avessimo vinto l’analisi della partita non sarebbe stata diversa. La qualità offensiva della squadra è alta, e bisogna essere fiduciosi. Contro l’Udinese sarà difficile, a un orario diverso e una temperatura diversa”.
Si passerà al 4-3-3?
“Se si parla di questi cambiamenti, ci saranno… Non è una roba solo di moduli. Cambia se gioca Athekame al posto di Tomori, che spinge di più, e Saelemaekers si alza nel tridente. A Napoli puoi anche perdere, e una partita non può destabilizzare il lavoro di un intero anno. A fine stagione valuteremo tutto, con equilibrio e lucidità, senza farsi travolgere dagli eventi”.
Come sta mentalmente la squadra?
“I primi giorni sono stati difficili, poi bisogna virare sul nostro obiettivo. Non siamo stati forse troppo bravi per essere in una posizione migliore e più vicini all’Inter, e questo fa sì che tutti i giorni dobbiamo lavorare per crescere. Non dobbiamo però dimenticarci dell’obiettivo Champions. Gli attaccanti torneranno a segnare, ci sono momenti in cui non succede, ma arriveranno”.
San Siro può essere un fattore in questa volata finale?
“Sì, assolutamente. In questa settimana siamo tornati dalla trasferta di Napoli, il cui giudizio è stato condizionato soprattutto dal risultato. Deve regnare l’equilibrio, perché siamo ancora all’interno del nostro obiettivo, poi certamente dobbiamo migliorare alcune cose. Nelle ultime 3 ne abbiamo perse due, e da Parma per tre volte abbiamo chiuso a 0 gol. Dobbiamo fare qualcosa in più”.











