Se Gattuso è andato a vedere il Como, è stato per Fabregas: italiani lì non ne giocano (Guardian)
Elogio della squadra di Cesc. Alcune tattiche sono audacia pura. Fabregas non deve compiacere nessuno

Mg Milano 06/12/2025 - campionato di calcio serie A / Inter-Como / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Cesc Fabregas
Che cavolo ci faceva Gennaro Gattuso allo Stadio Giuseppe Sinigaglia di Como? Il Como non ha giocatori italiani. Magari era lì per osservare Mancini, Cristante, Pellegrini e forse Pisilli. Oppure – è la tesi di Nicky Bandini nella sua rubrica sul calcio italiano sul Guardian – era lì per apprendere. Per imparare da Fabregas. “L’opportunità di vedere una squadra che quest’anno ha giocato un calcio tra i migliori in Italia e chiedersi se ci siano lezioni da imparare. La partita è stata un duello di concetti tattici tra due degli allenatori più stimati della Serie A, dal quale Cesc Fàbregas è emerso chiaramente vincitore”, scrive Bandini.
Il Guardian descrive tutto l’andamento del match. E scrive: “È facile semplificare eccessivamente quando si parla di tattica, contrapponendo ciò che è “moderno” e “fluido” a ciò che è “obsoleto” e “prevedibile”. Il gioco non è sasso, carta, forbici. La Roma ha segnato perché in quel momento ha eseguito meglio il proprio piano. Ma con il passare del tempo, sono emersi i dettagli della strategia di Como: Caqueret si abbassava dalla sua posizione dietro l’attacco sulla destra, cercando di far arrivare Mario Hermoso, sulla sinistra della difesa della Roma, il più possibile. Jacobo Ramón, teoricamente schierato sulla destra della difesa a tre di Como, si spingeva in avanti per riempire gli spazi vuoti. Tali tattiche sono state perseguite non tanto con coraggio quanto con pura audacia”.
Insomma, anche Bandini è conquistata dal Como. Nonostante le ostilità. Perché è ormai un pattern: a Como si litiga. C’è sempre un motivo per farlo. E l’ha fatto ovviamente Gasperini, uno non proprio mansueto. “Gasperini è uscito dal campo senza stringere la mano a Fàbregas, un gesto che lo spagnolo ha sottolineato nelle interviste successive, definendolo una “questione di sportività e rispetto”. Non c’è stato alcun tentativo di riconciliazione da parte dell’avversario. “Il Como è una squadra forte”, ha detto Gasperini. “Ma non rispetto il modo in cui si comportano in campo e in panchina”.
“La storia che si sta svolgendo al Sinigaglia – conclude Bandini – in questa stagione non piace a tutti. Nello sport, spesso accade così: la gioia di una squadra è la delusione di un’altra. Non spetta a Fàbregas o ai suoi giocatori preoccuparsi di compiacere gli avversari, né tantomeno il commissario tecnico dell’Italia. Il Como si sta avvicinando alla sua prima storica qualificazione europea, e lo sta facendo giocando un calcio davvero ottimo”.











