Rebecca Passler ha rischiato lo scandalo antidoping per un cucchiaio di Nutella (CorSera)
La madre, malata di tumore, non le aveva detto dei farmaci a base di letrozolo. Inavvertitamente, le ha fatto ingerire una traccia della sostanza condividendo un cucchiaio di cioccolata.

Italy's Rebecca Passler (R) leaves the shooting range in front of France's Spohie Chauveau (L) during the Women's 4 x 6 km relay event of the IBU Biathlon World Cup in Ruhpolding, southern Germany, on January 14, 2023. Christof STACHE / AFP
La Procura Nazionale Antidoping italiana è famosa per il suo rigore inflessibile, quindi Rebecca Passler deve aver presentato prove davvero solide per convincere i giudici sportivi di Roma a revocarle la sospensione cautelare legata alla positività al letrozolo. In questo modo potrà gareggiare alle Olimpiadi di Milano-Cortina, ma resta il rischio che, una volta concluse le competizioni, la sua posizione venga nuovamente rivalutata. La decisione riguarda infatti solo la sospensione provvisoria: il giudizio definitivo spetterà al Tribunale Nazionale Antidoping (Tna) e, se necessario, al Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) di Losanna.
Le carte di Rebecca Passler
È documentato che la madre dell’atleta, Herlinde Kargruber, con lei convivente, è affetta da carcinoma mammario ed è sottoposta dal giugno 2025 a terapia endocrina continuativa a base di letrozolo, prescritto a fini terapeutici. L’atleta non era stata compiutamente informata delle condizioni cliniche della madre e ignorava che quest’ultima assumesse giornalmente il farmaco, custodito in un luogo non accessibile. Passler consumava alimenti condivisi in ambito domestico — in particolare della Nutella prelevata con un cucchiaio comune. Il 27 dicembre 2025 era stata sottoposta a controllo antidoping con esito negativo.”
L’ordinanza del Tribunale Antidoping
Scrive nella sua ordinanza il Tna:
“L’atleta non era stata compiutamente informata delle condizioni cliniche della madre e ignorava che quest’ultima assumesse giornalmente il farmaco, che veniva custodito in un luogo a lei e ad altri non accessibile”.
L’ipotesi — spiegano fonti vicine a Rebecca — è che la madre, Herlinde Kargruber, abbia taciuto alla figlia la sua malattia per non turbarne il percorso di avvicinamento ai Giochi.
E aggiunge:
“Una sospensione che comporta l’esclusione dell’atleta dai Giochi Olimpici di Milano-Cortina, per i quali risulta qualificata, determinando un danno grave e irreparabile. Invece, la perdita dell’opportunità di partecipare a un evento olimpico, peraltro disputato nel luogo di residenza dell’atleta, costituisce un pregiudizio non suscettibile di riparazione, anche in caso di successiva assoluzione nel merito, incidendo in modo definitivo sulla carriera sportiva e sulla reputazione dell’atleta”.










