La rivalità tra City e Liverpool si è spenta, la loro rivalità è durata solo quattro stagioni

Dal Guardian. "Oggi tutte in Premier pressano come il Liverpool di Klopp e tutte conoscono l'uso del possesso palla di Guardiola che però sta cambiando"

Premier League Guardiola klopp manchester city liverpool

Manchester City's Spanish manager Pep Guardiola reacts on the touchline during the English Premier League football match between Tottenham Hotspur and Manchester City at the Tottenham Hotspur Stadium in London, on February 26, 2025. (Photo by Adrian Dennis / AFP)

Le grandi rivalità del calcio sono sempre più un fatto emotivo che di dati statistici. È questa la visione del Guardian, che parla del Manchester City e del Liverpool, nei fatti state rivali solamente per 3-4 stagioni in Premier League. L’una faceva 98 punti e l’altra 97. Con un gioco bellissimo e intenso e soprattutto attrattivo – che ha fatto tendenza, ma oggi il calcio cambia rapidamente -. Guardiola contro Klopp, poi contro Slot. Oggi entrambe le compagini non sono all’altezza dell’Arsenal.

Liverpool e Manchester City, una rivalità durata solo 4 stagioni

Si legge così sul Guardian:

“Ci sono state solo quattro stagioni di Premier League in cui Manchester City e Liverpool hanno concluso nelle prime due posizioni della classifica (e una di quelle occasioni è stata la stagione 2013-14, quando gli allenatori erano Manuel Pellegrini e Brendan Rodgers, un duello su cui nessuno scrive libri o realizza documentari). Eppure, per la maggior parte del decennio in cui Pep Guardiola è stato al City, si è avuto l’impressione che il calcio inglese fosse definito dalla sua lotta con Jürgen Klopp e il Liverpool. […] Stanno attraversando una fase di transizione, riorganizzando le loro squadre per una nuova era che deve ancora prendere forma, e di conseguenza la rivalità si è attenuata. Il Liverpool è fuori dalla corsa al titolo e una sconfitta ad Anfield potrebbe di fatto mettere fuori gioco anche il City.

[…] Non c’è una squadra in Premier League oggi che non sia almeno relativamente abile nel pressing, spesso non con la stessa implacabile tecnica che divenne familiare ai tempi dell’apice di Klopp, ma con brevi raffiche in situazioni specifiche. L’idea di usare il possesso palla per creare sovraccarichi è ampiamente accettata da tutti. Una volta che una rivoluzione è diventata lo status quo, però, non è più una rivoluzione. […] È passato poco più di un anno da quando Guardiola ha rilasciato l’intervista a Tnt in cui ha affermato che il calcio moderno è giocato da Bournemouth, Brighton e Newcastle.

Comprensibilmente, questa intervista ha fatto notizia, dato che sembrava suggerire isolatamente che Guardiola stesse dicendo che il gioco si stava concentrando sempre più sul possesso palla piuttosto che sul passaggio. […] Guardiola è sempre esistito in uno stato di continua evoluzione; il suo punto di forza più grande è stata la capacità di modificare, sviluppare e affinare il suo stile di gioco […] Il City, insolitamente, ha vinto quattro partite in questa stagione con meno del 50% di possesso palla; nel pareggio contro l’Arsenal ha avuto solo il 33% di possesso palla. […]

L’impressione generale del City è di confusione, ma i tentativi del Liverpool di riorganizzare il proprio stile di gioco sono stati altrettanto confusi. Non è ancora chiaro quale visione abbia guidato la corsa della scorsa estate. Sembra esserci stata la sensazione generale che fosse meglio concentrarsi su giocatori più tecnici – e probabilmente è più facile rinforzarli che sviluppare piedi veloci in mostri fisici. […] E così quella che di recente è stata la partita clou del calcio inglese ha assunto un tono diverso. Due club che hanno dominato il mondo, non solo in termini di risultati ma anche per il modo in cui hanno giocato, ora si aggirano nella cupezza post-consenso, chiedendosi quale potrebbe essere il futuro e come potrebbero guidarlo”.

Correlate