In questa Premier sempre più aziendale, quanto manca Mourinho: oggi gli allenatori sono grigi funzionari

Ne scrive il Times: la necessità di essere politicamente corretti schiaccia la personalità di tutti i tecnici. Hanno paura di andare sopra le righe. Tutti: da Arteta a Slot da Frank a Carrick

Mourinho Bayern Gazzetta

Mg Reggio Emilia 03/12/2023 - campionato di calcio serie A / Sassuolo-Roma / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Jose’ Mourinho

Il gol di Trubin che ha permesso al Benfica di qualificarsi per i playoff di Champions League è stato il momento che ha reso digeribile la pesantezza del nuovo formato della Champions League e, allo stesso tempo, ci ha ricordato perché sentiamo la mancanza di Mourinho. La Premier League è dominante, certo, ma a scapito della personalità. Lo scrive il Times nell’analisi di Alyson Rudd.

“Nessuno ha mai davvero colmato il vuoto lasciato dall’addio dell’ex allenatore di Chelsea, Manchester United e Tottenham. Mourinho sarà stato a volte ridicolo, ma per lo più era divertente. Nessun altro tecnico si nasconderebbe in un cesto della biancheria per aggirare una squalifica a bordo campo. Oppure indosserebbe un microfono per “proteggersi” dagli arbitri. O ancora  mi avrebbe regalato l’esperienza surreale di discutere su quali giocatori del Chelsea, esattamente, stesse chiamando struzzi. Siamo riusciti entrambi a mantenere la faccia seria, incredibilmente”.

“La Premier League sta diventando sempre più aziendale e, con tutta la mole di dati e il grande denaro, sono arrivati allenatori molto “manageriali”. Liam Rosenior è quanto di più lontano da Mourinho si possa immaginare. È umile, serio, riflessivo, ed è parte della famiglia BlueCo. In nessun modo si potrebbe definire il nuovo allenatore del club un anticonformista o una mina vagante. Sa perfettamente cosa ci si aspetta da lui. Ha già allenato lo Strasburgo, anch’esso di proprietà di BlueCo, il veicolo creato da Clearlake Capital per acquistare il Chelsea nel 2022″.

 “Ruben Amorim aveva ravvivato un po’ l’atmosfera con la tendenza a parlare senza filtri. Lo diceva quando riteneva che il suo fosse «il peggior Manchester United di sempre», e finché questi sfoghi venivano considerati un sintomo di genialità, la dirigenza li ha tollerati”.

Scrive ancora il Times

“Michael Carrick è un sostituto molto più assennato a Old Trafford, ma difficilmente lo vedremo correre lungo la linea laterale dando il cinque ai tifosi e prendendo a calci le bottigliette. La necessità di essere politicamente accorti impedisce agli allenatori di essere se stessi. Thomas Frank è un tecnico molto intelligente e una personalità coinvolgente, capace di discutere di ogni genere di temi. Al Tottenham cammina sul filo del rasoio. Deve trasmettere l’idea di essere l’uomo di cui il club dovrebbe fidarsi. Sapendo al tempo stesso che una tifoseria scontenta è pronta ad azzannare qualsiasi frase che, ai suoi occhi, dimostri che non è l’uomo giusto e va esonerato. E così, in sostanza, è meno rilassato e meno divertente di prima”.

“Quando Oliver Glasner ha dichiarato che la sua squadra era stata «completamente abbandonata» dalla dirigenza del Crystal Palace dopo la sconfitta contro il Sunderland, i commentatori si sono affrettati a sottolineare che aveva compromesso le sue possibilità di ottenere una grande panchina. Non perché sarebbe stato considerato un allenatore fallimentare, ma perché poteva risultare difficile da gestire. Troppa personalità”.

“Pep Guardiola può essere pungente e anche spiritoso, ma è un caso a parte, immune alle normali regole del mercato degli allenatori. Sono convinto che Mikel Arteta sappia raccontare una barzelletta memorabile sui tre cavalli al pub, ma è così ostinatamente serio che ogni volta che sorride tutti tirano un sospiro di sollievo. Arne Slot è sotto pressione a Liverpool, ma è talmente calmo, misurato e cortese che persino le risposte più innocue in conferenza stampa vengono ormai analizzate alla ricerca di qualche sottotesto nascosto. Jürgen Klopp era un’eredità pesante e a Slot ha fatto bene a non cercare di competere sul terreno delle battute, ma una parte dei tifosi del Liverpool inizia ad avvertire una lieve noia”.

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