Il chirurgo di Brignone: “Nella gamba sinistra ha ancora una placca e 7 o 8 viti, il ginocchio le fa ancora male”
Il dottor Panzeri: "Inimmaginabile, una persona normale sarebbe ancora riabilitazione. Ci ha messo tanto del suo, tantissimo, ma su questo non avevamo dubbi"

Foto tratta dal profilo Instagram di Federica Brignone
La clamorosa vittoria nel Super G alle Olimpiadi di Federica Brignone si inserisce, pur con tutti i distinguo dei due casi clinici, nel “dibattito Vonn”: i grandi atleti possiamo solo ammirarli, capirne i sacrifici e la soglia del rischio non è da noi. E quindi: Brignone ha vinto l’oro olimpico a 35 anni e 7 mesi, poco più di 10 mesi dopo essersi rotta malissimo tibia, perone e crociato della gamba sinistra, il 3 aprile scorso. In pratica ha passato tutto il tempo che le altre hanno usato per fare la preparazione a guarire e fare riabilitazione.
Ma di più: Andrea Panzeri, presidente della Commissione Medica della Federazione e soprattutto chirurgo che l’ha operata due volte, dice all’Ansa che questa vittoria “vista la frattura non era immaginabile. Nella gamba sinistra ha ancora una placca e 7 o 8 viti, il ginocchio le fa ancora male”
“La campionessa fa sempre la differenza, nel senso che se non fosse così, oggi non saremmo qui, se fosse una persona normale oggi sarebbe ancora in riabilitazione, lei ci ha messo tanto del suo, tantissimo, ma su questo non avevamo alcun dubbio”.










