I tifosi dell’Arsenal sono isterici e insopportabili, i terrapiattisti del calcio (Telegraph)

"L'Arsenal è la capitale mondiale degli occasionali. E Arteta è entrato in un tango simbiotico di autoindulgenza con i tifosi, trasformando il club nell'equivalente calcistico di un adolescente ipocondriaco"

Arsenal

Arsenal's Swedish striker #14 Viktor Gyokeres scores the team's first goal during the pre-season friendly football match between Arsenal and Athletic Bilbao at the Emirates Stadium in London on August 9, 2025. (Photo by Glyn KIRK / AFP)

I tifosi dell’Arsenal sono passati dall’essere tifosi di un club antico e glorioso a “essere un gruppo di insopportabili impostori. Presuntuosi, isterici, arroganti e paranoici“. E questo lo scrive il Telegraph, dopo che anche il Guardian si era dedicato allo stesso tema. Il che è già di per sé curioso.

I tifosi dell’Arsenal sono ormai considerati “strambi e indecorosi. Siamo ben lontani dalle Marble Halls di Highbury e da un’identità costruita su tradizione e classe, non su un’ansia di massa alimentata da illusioni psicologiche”.

“Le celebrazioni eccessive, gli attacchi di panico per ogni punto perso in Premier League e le infondate teorie del complotto li rendono i “terrapiattisti” del calcio. E a peggiorare le cose, lo staff – ispirato dall’allenatore Mikel Arteta – è entrato in un tango simbiotico di autoindulgenza con i tifosi, trasformando il club nell’equivalente calcistico di un adolescente ipocondriaco”.

“La maggior parte dei tifosi dell’Arsenal è rimasta la stessa di sempre, ma è stata contaminata da associazionismo. Un cambiamento fondamentale nella cultura – in parte colpa dell’approccio di Arteta alla leadership – è stato quello di adottare l’idea, da altre squadre come il Liverpool o il Barcellona, ​​che l’Arsenal sia permeato da uno scopo più alto. Il concetto di “più di un club”, che la maggior parte delle persone di buon senso trova assurdo, si è insinuato nell’immagine che l’Arsenal ha di sé. Non ha mai fatto parte dell’identità dell’Arsenal e le ragioni storiche che hanno dato a Liverpool e Barcellona il loro senso di eccezionalità semplicemente non esistono nel nord di Londra”.

“La cosa triste è che l’Arsenal ha una storia tutta sua, ma si comporta come se volesse quella di qualcun altro. Non aiuta il fatto che l’Arsenal sia il centro mondiale dei tifosi parvenu”, sì, insomma, degli occasionali.

“Che si tratti di turisti internazionali o – peggio ancora – di ignoranti del nord di Londra che hanno deciso di interessarsi al bel gioco a mezza età perché il genero ne ha parlato durante l’insalata di quinoa una domenica pomeriggio”.

Per l’editorialista del Telegraph c’è anche “una tendenza al sentimentalismo viene derisa dagli altri tifosi, che la vedono come qualcosa di rozzo e contrario a ciò che tradizionalmente viene definito cultura del tifo in Inghilterra: stoicismo, rassegnazione e rispetto per i successi duramente conquistati”.

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