Arbitri, si va verso il professionismo e lo svuotamento dell’Aia (Franco Ordine)
All’Associazione arbitri viene tolta sia la gestione tecnica che quella politica degli arbitri di elitè. Gravina chiaro: le polemiche pretendono un cambiamento

Italian Football Federation (FIGC) President Gabriele Gravina attends a press conference at the team's base camp in Iserlohn, on June 30, 2024, after they were eliminated by Switzerland in a round of 16 match of the UEFA Euro 2024 football championship. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP)
Arbitri, si va verso il professionismo e lo svuotamento dell’Aia (Franco Ordine)
Franco Ordine scrive della radicale trasformazione in atto nel mondo arbitrale. Si va verso il professionismo, come auspicato da Luciano Spalletti (e non solo).
Scrive Ordine sul Giornale:
Prima tappa verso il professionismo degli arbitri italiani. Si è svolta ieri a Roma, negli uffici della federcalcio dove il presidente Gravina ha incontrato il vice-presidente dell’Aia Massini (il presidente Zuppi, con inibizione di 13 mesi, è fuori dai ranghi) e il designatore Rocchi. Al primo in particolare più che al secondo che oltretutto è a fine contratto e comunque sarebbe oggetto della riforma, Gravina ha spiegato nel dettaglio il progetto di trasformare la squadra degli arbitri di serie A e B in un ente giuridico autonomo, una società di diritto privato partecipata al 100% dalla stessa federcalcio, con la copertura economica in quota parte di Figc e per il resto dalle Leghe A e B.
I fischietti diventerebbero dei professionisti, dedicando tutto il tempo alla preparazione per l’attività. La società sarà guidata da tre membri indipendenti, qualifica che vuol dire esponenti estranei completamente alle società di calcio e all’Aia stessa. Nel concreto all’Associazione arbitri viene tolta sia la gestione tecnica che quella politica degli arbitri di elitè, scelta considerata dagli interessati un clamoroso depotenziamento dell’associazione. Gravina è stato diretto col suo interlocutore: gli errori, le polemiche e le proteste fin qui collezionate pretendono un cambiamento. E negare il cambiamento significa negare la realtà.










