Lotito: «Raspadori? E chi è, Maradona? Non ha mai giocato né all’Atletico né dove era prima»
«Il sistema arbitrale non funziona e non è più affidabile su ciò che accade. Un fallo di mano a volte viene interpretato in un modo e altre volte in un altro.»

Roma 10/01/2024 - Coppa Italia / Lazio-Roma / foto Image Sport nella foto: Claudio Lotito
A margine della cerimonia per i 126 anni della Lazio a Villa Borghese, il presidente biancoceleste Claudio Lotito ha parlato con la stampa. Le sue parole.
Le parole di Lotito
A che punto siamo con lo stadio Flaminio?
«Se ci fossero stati ostacoli non avremmo presentato la documentazione. Stanno lavorando due università, nello staff è incluso anche un membro della famiglia Nervi. Tra avere un Flaminio in queste condizioni e uno con una struttura che molti hanno definito geniale c’è una differenza. Ringrazio il sindaco, ha riconosciuto e sostenuto l’importanza di una ristrutturazione conservativa che migliora la situazione attuale.»
E lo stadio e la proprietà dell’area?
«Un problema risolto. La mia proposta è il diritto di superficie, che ci permette di essere proprietari dell’impianto per 99 anni.»
Quali saranno i prossimi passi?
«La prossima settimana presenteremo il progetto di contratto, verrà esaminato e se riceverà approvazione si passerà alla valutazione della pubblica utilità. Poi si procederà con la conferenza dei servizi.»
È inevitabile tornare anche sulla questione arbitri che tanto sta facendo discutere…
«Non rilascio commenti. Io registro i danni che abbiamo subito. Da quello che so, anche la politica sta monitorando la questione. Ma non riguarda solo la Lazio, bensì l’intero sistema. Ormai questo meccanismo non funziona più come concepito, non è più affidabile su ciò che accade. Un fallo di mano a volte viene interpretato in un modo e altre volte in un altro, per esempio.»
Cosa succederà?
«Sono fiducioso, non volevo delegittimare nessuno. Tuttavia abbiamo registrato diversi episodi che dimostrano valutazioni non coerenti. Un esempio? Un fuorigioco, un’espulsione, un fallo di mano, giudicati in maniera differente da una parte e dall’altra.»
Passando al mercato, Sarri ha detto che non conosce Ratkov…
«Ha detto che non lo conosce e che non si occupa di scouting, senza alcuna polemica. Milinkovic, quando l’ho preso, qualcuno lo conosceva? In estate la società ha subito un danno da 100 milioni, se avessimo potuto fare mercato oggi la situazione sarebbe stata diversa. A proposito, ricordate Greenwood? Ho provato fino all’ultimo a prenderlo, ma non ha voluto venire ed è finito in Francia. La colpa è anche dell’ambiente: se crea tutto questo caos, la gente preferisce luoghi più tranquilli.»
Arriveranno altri giocatori?
«Arriverà chi deciderò che dovrà arrivare. Una precisazione: sui due giocatori che avete citato… non sono voluti venire. Sono stati contattati e hanno detto no grazie. Raspadori? E chi è, Maradona? Non ha mai giocato né all’Atletico né dove era prima… Vedremo se sarà meglio il nostro o Raspadori.»
Sul mercato state accontentando Sarri?
«Non devo soddisfare nessuno. La società è rappresentata dal presidente che è anche il proprietario, da chi fornisce le risorse. Poi c’è il ds e poi l’allenatore. La squadra viene allestita dalla società, l’allenatore richiede i profili necessari e non i nomi specifici, e noi stiamo cercando di creare le condizioni per costruire un gruppo competitivo senza penalizzare le persone già presenti, che sono speciali, serie e legate alla maglia. Nella Lazio c’è programmazione: abbiamo una sala scouting che in Italia quasi nessuno possiede.»











