Il Financial Times dà ragione a De Laurentiis: il calcio europeo ama promozioni e retrocessioni, e gli investitori vanno negli Usa
È più redditizio investire in America, i ricavi sono più stabili. Le franchigie negli sport Usa continuano a crescere, così come i diritti tv. In Europa ristagnano, persino in Premier

Db Riyadh 22/12/2025 - finale Supercoppa Italiana / Napoli-Bologna / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis
Delle dieci squadre sportive più preziose al mondo, sei militano nella Nfl, tre nella Nba e una — i New York Yankees — gioca nella Major League Baseball. È l’analisi del Financial Times che cita Sportico. Secondo il portale specializzato, il Real Madrid è il club calcistico che vale di più al mondo, ma occupa soltanto il 22° posto nella classifica generale. I club calcistici europei sono rimasti ai margini di un boom di operazioni che hanno invece messo in luce le valutazioni in forte crescita delle franchigie sportive statunitensi (leggi anche Front Office Sports). Crescita che ha evidenziato le difficoltà che devono affrontare i proprietari delle squadre in Europa. L’Ft, bibbia del capitalismo internazionale, dà ragione a De Laurentiis che da sempre auspica un modello Nba e resta puntualmente inascoltato quando non deriso dai presunti competenti (in realtà soloni).
Scrive il Financial Times:
Secondo gli investitori, l’incapacità di tenere sotto controllo i costi, insieme alla minaccia costante della retrocessione, ha frenato l’interesse verso il calcio europeo. Una raffica di operazioni negli Stati Uniti hanno sottolineato l’aumento delle valutazioni in diversi sport. Il fondo di private equity Sixth Street e il finanziere statunitense Dean Metropoulos hanno acquistato a settembre una quota dell’8 per cento dei New England Patriots. Poche settimane dopo, l’amministratore delegato di Guggenheim Partners, Mark Walter, ha completato l’acquisto di una quota di maggioranza dei Los Angeles Lakers, valutando la squadra di basket 10 miliardi di dollari, equivalenti a circa 18 volte i ricavi.
Secondo le stime di Sportico, il valore medio d’impresa di una squadra della Nba è salito a 14,1 volte i ricavi, rispetto alle 11,8 volte del 2023. Le valutazioni medie delle squadre della Nfl sono aumentate fino a 10,2 volte i ricavi nello stesso periodo.
Le valutazioni delle principali squadre di calcio maschile, concentrate in Europa, sono stagnanti a sole 4,2 volte i ricavi. L’attività di fusioni e acquisizioni nel calcio europeo è diminuita drasticamente dopo una serie di acquisizioni record nel 2022, secondo i dati dell’Uefa.
«Il livello di regolamentazione a livello di lega [nel calcio] è molto ridotto», ha affermato O’Connor, co-founder del private equity Arctos Partners specializzato nello sport. «Ci sono problemi come promozioni e retrocessioni. Non esistono limiti effettivi all’indebitamento e non ci sono veri tetti alla spesa per stipendi dei giocatori e trasferimenti. Questo spiega la differenza nelle valutazioni».
Prosegue l’Ft:
Secondo gli ultimi dati Uefa, oltre la metà dei club di prima divisione europei hanno registrato perdite operative nel 2024. Per una perdita complessiva di 300 milioni di euro. I costi dei trasferimenti hanno portato le perdite complessive ante imposte a 1,2 miliardi di euro. Il debito aggregato è aumentato del 10 per cento, raggiungendo i 28,1 miliardi di euro.
L’ultimo pacchetto di accordi della Nba, della durata di 11 anni, ha portato i ricavi da 2,6 miliardi di dollari l’anno a 6,9 miliardi. Ciò grazie alla forte concorrenza tra reti via cavo tradizionali e piattaforme di streaming. In Europa la Premier League inglese è riuscita a ottenere solo un aumento del 4 per cento dei diritti televisivi domestici rispetto a otto anni fa. Inoltre, il formato chiuso delle competizioni statunitensi consente alle squadre di condividere in modo più equo i ricavi centrali. Compresi quelli televisivi, aumentando l’attrattività per gli investitori.
«L’organizzazione delle leghe, la struttura e le opportunità di condivisione dei ricavi negli Stati Uniti rispetto al resto del mondo sono profondamente diverse». Lo ha affermato John Lambros, responsabile dei media digitali e dell’intrattenimento di Houlihan Lokey. «Nella maggior parte degli sport statunitensi il rischio e la volatilità sono più bassi. Non esiste il rischio retrocessione e i diritti media prevedibili rendono i ricavi stabili e facilmente stimabili», ha aggiunto. I tifosi di calcio in Europa, tuttavia, restano ostili al modello di lega chiusa. La rabbia diffusa per il progetto della Superlega europea nel 2021 era dovuta anche al fatto che la competizione prevedeva che i club fondatori non potessero essere retrocessi.










