Basket, il naufragio di Trapani e del progetto Antonini che rischia di sparire anche dal calcio
La squadra aveva vinto otto delle prime nove partite. Poi, la fuga del coach e dei giocatori. I ritardi nei pagamenti Iva e Irpef. Al prossimo forfait scatterà l’esclusione dal campionato, con il calendario da rifare.

foto Daniele Buffa/Image Sport
Trapani rischia di sparire dal basket italiano. In realtà anche dal calcio. Il progetto di Antonini sta naufragando. La situazione è disperata. Ci sono ritardi nei pagamenti Iva e Irpef. Ieri la squadra di Basket non si è presentata a Bologna e perderà la partita 2-0. Parliamo della squadra che aveva vinto otto delle prime nove partite. E aveva indotto Ettore Messina a dimettersi da Milano.
Scrive il Corriere della Sera:
C’è un risultato già scritto nel programma del quattordicesimo turno della serie A. Virtus Bologna-trapani non si disputerà per decisione del club siciliano, non partito per l’emilia dopo il no di Fip e Lega Basket alla richiesta di rinvio «per forza maggiore». La palla passa al Giudice Sportivo: la partita sarà omologata domani col punteggio di 20-0 a tavolino per l’olidata, punendo gli Shark con un punto di penalizzazione (la quarta in 7 mesi, per un totale di 9 punti «spariti» sui 20 conquistati sul campo) e una multa da 50mila euro. Paradossalmente al presidente di Trapani, Valerio Antonini, costerà meno la rinuncia: scendere in campo oggi alla Virtus Arena con 9 soli giocatori tesserati, dopo la cessione di Jordan Ford al Bahcesehir Istanbul e lo svincolo unilaterale concesso dalla Fiba ad Amar Alibegovic per accasarsi a Granada, avrebbe triplicato a 150mila l’ammenda prevista per gli Shark, che non possono sostituire nessuna partenza per il blocco del mercato imposto dalla Commissione di controllo a causa del debito con l’agenzia delle tasse (si parla di 120 mila euro) .
Ormai in procinto di dissolversi lo squadrone guidato da Jasmin Repesa — il primo a lasciare Trapani a fine novembre — che aveva vinto 8 partite delle prime 9, compresa quella del 16 novembre a Milano, la prima delle tre sconfitte in una settimana che causarono le dimissioni di Ettore Messina.
Scrive il Giornale:
“La situazione è persa. La squadra siciliana – con solo 7 giocatori a disposizione – aveva chiesto il rinvio (con lo scopo di evitare maggiori sanzioni), ma non sono state riconosciute le cause di forza maggiore e la richiesta è stata respinta; di conseguenza, non scenderà in campo questa sera a Bologna contro la Virtus, in occasione della 14ª giornata di campionato. Il che, da regolamento, comporta il successo a tavolino delle V-Nere per 20-0, un’altra multa da 50mila euro, oltre a un ulteriore punto di penalità (salendo così a 9 in stagione), per una Trapani che si sta preparando all’addio alla massima serie.
Se non dovesse presentarsi anche nella prossima giornata, verrà estromessa dal campionato, con tutte le sue partite annullate, costringendo la Serie A a “giocare” a quel cubo di Rubik che sperava di non dover più tirare fuori dal cassetto: campionato da 16 a 15 squadre, calendario tutto da rifare, stabilendo i turni di riposo, così come la classifica, dove le poche che hanno battuto Trapani (Tortona, Sassari, Varese e Virtus Bologna) si vedranno togliere due preziosi punti, a differenza di chi ci ha perso che non subirà variazioni. Un disastro”.
E conclude:
“Mercoledì è previsto un altro giudizio al Tribunale Federale sul filone delle possibili irregolarità nell’iscrizione al campionato del club siculo e la prossima settimana rischia di essere quella fatale per Trapani e per l’intero campionato.
La speranza è sempre l’ultima a morire, ovvero che arrivi un benefattore a rilevare il club. In questo momento è come il Titanic spezzato in due mentre affonda. Che ne sarà di Trapani? Il countdown è iniziato per quella che sarà un’altra triste pagina della storia del basket italiano”.
Repubblica il progetto di Antonini a Trapani
Un tempo, però, scrive Repubblica:
“Trapani era tappezzata di manifesti con il volto di Valerio Antonini e uno slogan diventato simbolo di un’epoca: «Io ci credo e tu?». Li trovavi ovunque. Per strada, sulla facciata dello stadio, sui bus. In molti, all’epoca, ci avevano creduto. Avevano creduto nell’imprenditore romano, arrivato in città per amore – la moglie Ambra è trapanese – con la forza di un ciclone. Un bluff certificato dalla rinuncia della Trapani Shark alla gara contro la Virtus Bologna in programma oggi (…). Una situazione che si è creata per le pendenze Irpef e Iva e il conseguente blocco del mercato. E non va meglio alla squadra di calcio che a inizio del torneo di C aveva già 8 punti di penalizzazione e che l’8 gennaio, quando è attesa la sentenza del tribunale federale, potrebbe subirne altri 8. Proprio ieri è stato notificato un altro deferimento sempre per mancati versamenti Irpef e Iva, mancato pagamento degli stipendi ed emolumenti versati da un conto diverso da quello della società. Basket e calcio con lo stesso destino di un finale inglorioso che nella pallacanestro è iniziato già qualche settimana fa…”.
Ora non gli resta altro che scappare
La fuga da Trapani è già iniziata da tempo, e nel peggiore dei modi. Scrive la Repubblica Palermo:
“In panchina, l’addio di Jasmin Repesa ha rappresentato il primo segnale della crisi della Shark, seguito dalle partenze del capitano Alibegovic, di Allen e dall’ultima cessione di Ford. Le trattative che coinvolgono Petruccelli, Eboua e Rossato certificano un esodo che, ha svuotato il progetto sportivo costruito negli anni della grande illusione.
Eppure, i ricordi sono ancora vividi. Antonini era arrivato rilevando il Trapani Calcio in Serie D e riportando il basket in città acquistando il titolo della Stella Azzurra Roma. Furono gli anni delle promozioni record, della cittadinanza onoraria conferita dal sindaco Tranchida, degli stadi pieni e dei palazzetti traboccanti di passione.
Il progetto di rilancio cittadino si è progressivamente sgretolato. Antonini aveva acquisito Telesud con l’ambizione di trasformarla in una tv nazionale, senza mai finalizzare l’acquisto degli immobili destinati agli studi. Oggi l’emittente non esiste più: macchinari pignorati e venti dipendenti licenziati. Al suo posto dovrebbe nascere una web tv, T Sud”.
“Nel frattempo si sono moltiplicati i decreti ingiuntivi e le tensioni con i creditori. Antonini ha attribuito la responsabilità della crisi dei crediti d’imposta al suo commercialista, denunciando pubblicamente di essere stato ingannato. Una versione che, stride con l’immagine dell’imprenditore che raccontava di trattare affari internazionali grazie alle sue conoscenze e amicizie eccellenti.
Quella che va in scena a Trapani non è soltanto una crisi sportiva ma una farsa che imbarazza l’intero movimento cestistico italiano e punisce una città che aveva creduto nel progetto Antonini. Un ciclone che, alla fine, ha lasciato soltanto rovine”.











