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Rodri: «L’infortunio al crociato? Sono tranquillo, ma ci vorrà tempo per tornare ai livelli di prima»

Ad As: «L’Europeo, il Pallone d’oro… è stato assurdo ciò che mi è successo quest’anno. In Spagna ci sono tanti giovani che possono vincerlo, come Yamal».

Rodri: «L’infortunio al crociato? Sono tranquillo, ma ci vorrà tempo per tornare ai livelli di prima»
Db Berlino (Germania) 14/07/2024 - finale Euro 2024 / Spagna-Inghilterra / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Rodri Hernandez

Dopo aver vinto la Premier League col City, l’Europeo e il Pallone d’oro, il centrocampista spagnolo Rodri ripercorre il suo 2024 in un’intervista ad As.

Rodri: «L’infortunio al crociato? Sono tranquillo, ma so che ci vorrà tempo per tornare ai livelli di prima»

Cosa ti aspetti dal 2025?

Rodri: «Beh, in questo momento voglio recuperare bene. Penso che quando qualcuno ha una lesione a lungo termine, ciò che vuole è dare al proprio corpo l’opportunità di tornare a stare bene e, soprattutto, di tornare al proprio livello».

L’anno, tra il Campionato europeo, il Pallone d’oro e l’infortunio al crociato, ha mescolato il bello e brutto dell’essere un calciatore…

«Sì, beh, penso che se lo guardiamo in termini generali, l’anno è stato pieno di momenti significativi. È chiaro che vincere un campionato europeo con la Spagna è il massimo per me; anche con il mio club, il City, essere sempre lì in lotta per i titoli. Abbiamo vinto la Premier, la quarta consecutiva. E poi, ovviamente, c’è il Pallone d’oro…. Ma ho anche vissuto la parte negativa, l’infortunio, che fa parte della carriera di un atleta e che, a dire il vero, sto affrontando abbastanza bene. E’ stato un anno magnifico per me».

Vedi il Pallone d’oro sullo scaffale di casa e cosa ne pensi?

«E’ assurdo ciò che ho fatto! Non pensi mai di poter arrivare a questo, ma è vero che una volta che ti rendi conto che puoi farcela, dici… perché no? Richiede sforzo, lavoro; inoltre, le cose devono essere fatte bene a livello collettivo per vincerlo, così come a livello individuale… Posso solo essere orgoglioso di quello che ho costruito in tutti questi anni».

Sono passati 64 anni da quando l’ha vinto uno spagnolo… Speriamo che non ci voglia così tanto tempo per vincerne un altro, giusto?

«È chiaro che il calcio spagnolo era in debito e penso che il mio Pallone d’oro lo ripaghi in parte. Ne sono molto felice. Penso che ci sia il potenziale per ottenerne di più durante questi anni».

Anche nel 2025?

Rodri: «Vorrei. Penso che ci siano grandi giocatori di molte nazionalità e abbiamo davvero calciatori che possono ambire, diversi giovani».

Hai parlato di Lamine Yamal durante il discorso a Parigi…

«Sì, ho messo un po’ di pressione su di lui. Per me può farcela. Non so quando lo vincerà, se ora o tra qualche anno, ma sono convinto che ha il potenziale per vincerlo».

Hai paura di non tornare allo stesso livello di prima per colpa dell’infortunio? Essere un calciatore come tanti altri?

«No, non ho paura. So quanto valgo. So che queste tipologie di lesioni oggi non sono come erano 30 anni fa. Inoltre, lo staff medico mi ha trasmesso tranquillità in questo senso, non mi preoccupo. Tornerò, ma piano piano… quando sei lontano dal campo tanti mesi non è facile ricominciare». 

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