Da Spalletti a Giuntoli, da Kim a Kvara, persino Zielinski, sono finiti tutti meglio di Victor che per ora è ai margini del calcio che conta

Dei divi dello scudetto non è rimasto nessuno, Osimhen è finito peggio di tutti
Un vecchio motto di Borsa è “vendi e pentiti”. Nel calcio contemporaneo, succede qualcosa di simile. E magari non ci si pente nemmeno. Se non sei il Real Madrid o il Manchester City, è dura trattenere chi ambisce a un salto di qualità nella retribuzione. Bisogna lasciar andare e poi tornare a seminare. In questo calcio liquido si inserisce perfettamente il Napoli post scudetto. Più liquido di così si muore. In un anno e mezzo quel Napoli ha perso tutti i principali protagonisti dell’impresa. Dei divi da copertina non è rimasto più nessuno. Altro che “Conte ha gli otto undicesimi dello scudetto” – peraltro ora diventati sette – che resta una frase fondamentale per capire la competenza calcistica dell’interlocutore.
Di quel Napoli non c’è più Spalletti. Non c’è più Giuntoli. E parliamo dei due architetti. Spalletti l’archistar, ovvio. Ma è innegabile la straordinarietà del lavoro di Giuntoli che portò a Napoli Kim e Kvaratskhelia e cedette i pezzi da museo tanto cari alla piazza. Passando al campo, sono andati via Kim, Osimhen e Kvaratskhelia. Ossia l’architrave del terzo scudetto. Aggiungiamoci anche Zielinski che non è un divo da copertina ma un ruolo non secondario certamente lo ebbe.
Osimhen ha investito male sul proprio futuro
Ebbene tra tutti questi chi è finito peggio è senza dubbio Osimhen. Spalletti ora allena la Nazionale, ci pare che non ci sia nulla da aggiungere. Giuntoli è alla guida del progetto tecnico della Juventus ed è per distacco il dirigente più pagato d’Italia. Kim è al Bayern Monaco uno dei top club europei. Kvaratskhelia è al Psg che sì disputa un campionato di seconda fascia come quello francese ma è un top club anche se a livello europeo non ha vinto mai niente e ha solo collezionato costosissime figurine. Zielinski tutto sommato è all’Inter: non gioca spesso ma comunque ha il tricolore sul petto e la squadra di Inzaghi si considera in corsa per vincere la Champions.
Resta Osimhen che è finito al Galatasaray. Due passi indietro rispetto a tutti gli altri. Osimhen gioca in Turchia campionato decisamente periferico. Il Galatasaray è primo in classifica ma il torneo turco è lontano dalle copertine. L’unica vetrina è l’Europa League. Victor è finito ai margini del calcio che conta. Poi magari la prossima estate vi ritornerà. Chissà, proprio forse al Psg, insieme a Kvara. Fatto sta che al momento Osimhen è il calciatore che ha investito peggio sul proprio futuro. Lui che probabilmente è stato l’uomo simbolo per eccellenza del terzo scudetto.