Sulla Stampa commenta la decisione del presidente di vendere il Torino: «Nel calcio ha gestito il Torino in modo diverso dalle sue aziende»

La Stampa intervista oggi Ciccio Graziani ex Toro che ha vinto con i granata l’unico scudetto del dopo Superga con Pianelli. Parla del momento del Torino e della volontà di Cairo di vendere
«Non sono stupito, il presidente è una persona intelligente. È conscio che non c’è più empatia con la piazza, per usare un eufemismo. Questa gestione della società ai tifosi non basta più. L’ambiente è veramente esausto».
Leggi anche: Il Torino di Cairo: vende i migliori e ha il bilancio in rosso. I tifosi sognano un Natale senza di lui
È il momento giusto per vendere il Torino?
«Sì, perché alla fine non ha dato quello che ci si aspettava. Per la stragrande maggioranza del popolo granata diventerebbe come una liberazione, c’è bisogno di ricominciare a sognare, non parla d’altro. E di quella famosa bibita energetica… È un’idea suggestiva».
C’è un errore capitale da parte del presidente?
«Cairo è un grande imprenditore, non è certo uno sprovveduto. Ma nel calcio ha gestito il Torino in modo diverso dalle sue aziende. Doveva sapersi contornare meglio delle persone che conoscono bene questo mondo e soprattutto fidarsi di loro. Adesso che le cose vanno male, è lui che ci deve mettere la faccia e si deve assumere le responsabilità. Il progetto parte dalla testa».
A proposito, come vede la sfida al Napoli di Conte primo in classifica?
«Sono preoccupato, tanto più se considero i momenti delle due squadre. La speranza è che in una partita singola possa succedere di tutto. Mai dire mai»