È di colore arancione, come i capelli del campione altoatesino ed è capace di staccare di netto una mano quando esplode.

Iniziano piuttosto presto i sequestri dei botti di capodanno illegali, i famosi petardi prodotti al di fuori della legalità. Quest’anno però c’è una novità e si chiama la Bomba Sinner. Facile intuire che cosa faccia al pari dei colleghi “la bomba Maradona, la bomba scudetto, la Kvara e la georgiana”. I carabinieri di Napoli l’hanno trovata tra i 486 ordigni illegali di vario tipo sequestrati in maniera anche facile visto che è di colore arancione, come i capelli del campione altoatesino.
Maxi sequestro a Napoli di esplosivi pirotecnici illegali, fabbricati quest’anno con grande anticipo per il Capodanno. Tra questi la pericolosissima ‘Bomba #Sinner‘, molto pubblicizzata e pronta per la spedizione
Vittorio Marotta @TgrRaiCampania pic.twitter.com/NpMNq8OZjd— Rai Radio1 (@Radio1Rai) November 23, 2024
Sportmediaset aggiunge anche reperire la Bomba Sinner non era affatto difficile. “Seguendo le campagne marketing scattate su chat (Telegram) e social (TikTok, Instagram e Facebook) attraverso i quali era possibile pure fare gli ordini con consegne da Napoli in tutt’Italia, i militari sono arrivati nell’abitazione di un 24enne incensurato dell’area Flegrea dove sono stati trovati 50 chili di materiale esplodente tra cui le tipiche “cipolle”. Anche le varie componenti della miscela esplosiva venivano ordinate via web, prevalentemente in Cina, e giungevano a destinazione separate per non destare sospetti“.
Quest’anno, fanno sapere i carabinieri, l’attività di produzione, deposito e traffico di fuochi pirotecnici illegali è iniziata prima rispetto al passato e di pari passo anche i sequestri.
Non solo la Bomba Sinner, «Attenti alla “bomba Kvara”», l’allarme dei Carabinieri di Reggio Emilia
I Carabinieri di Reggio Emilia sono in ansia per la “bomba Kvara”, 500 grammi di puro miscuglio esplosivo illegale. Scrivono, i Carabinieri di Reggio Emilia, che “nonostante le varie ordinanze di divieto per l’utilizzo di petardi e fuochi d’artificio c’è chi scommette su questo nuovo prodotto, il terribile botto che prende spunto dal nuovo idolo della tifoseria azzurra, Khvicha Kvaratskhelia”.
Per i Carabinieri – sempre di Reggio Emilia – è una “usanza” che risale a decenni fa, e che vede nella “bomba di Maradona” l’esemplare più noto. Il botto capostipite, insomma, che è stato poi attualizzato per questioni marketing: arrivarono la bomba di Careca, quella di Zola, la “bomba Cavani” e la “bomba Higuain”.
“Altre bombe – prosegue il comunicato – erano anche “dedicate” a personaggi della politica o a eventi che avevano caratterizzato l’anno (come la “bomba Bin Laden”, divenuta nota dopo gli Attentati alle Torri Gemelle del 2001 e la bomba “Covid” ispirata alla pandemia).
I Carabinieri, a Reggio Emilia, stanno promuovendo una d’informazione rivolta in particolare ai più giovani: “Usa la testa non rovinarti la festa”. Anche quest’anno, assicura l’Arma, il campionario dei fuochi d’artificio è assortito, ma anche estremamente pericoloso. “La battaglia– precisano dal comando provinciale di Reggio Emilia – potrà essere vinta se si riuscirà a far comprendere, soprattutto ai giovani, che il problema è essenzialmente culturale. In questi casi, quasi sempre gli incidenti sono dovuti a disattenzione e non a fatalità”.
La “bomba Kvara” a Reggio Emilia è un “allarme”.