Ha giocato contro Bremer una partita difficile per gli attaccanti. Come dimostrano la prestazione di Kvara e la sostituzione di Vlahovic

Perché alcuni tifosi ce l’hanno con Lukaku? Come se un attaccante dovesse segnare ogni partita
Una vita senza lamentele, non sarebbe vita. Vale non solo per i tifosi ma soprattutto per i tifosi. E così anche dopo il pareggio in casa della Juventus, pareggio di fondamentale importanza nel processo di crescita del Napoli di Conte, abbiamo letto e ascoltato qua e là critiche alla prestazione di Romelu Lukaku allo Juventus Stadium. Come se Lukaku fosse stato protagonista di clamorosi gol sbagliati o come se la sua prestazione fosse stata evidentemente inferiore a quella dei suoi compagni di reparto. O, ad esempio, del centravanti avversaro (Vlahovic) che è stato addirittura sostituito a fine primo tempo.
Lukaku ha giocato la partita che Conte aveva disegnato per lui. E che tutti quelli che seguono un po’ il calcio, si sarebbero aspettati. Una partita complessa, contro Bremer che è uno dei migliori difensori centrali del campionato italiano. Romelu ha messo lo zampino in due occasioni pericolose: quando ha tentato il tap-in sul tiro di McTominay respinto male da Di Gregorio. E, a fine primo tempo, quando è entrato in qualche modo nell’azione che ha portato alla deviazione del portiere juventino che ha evitato il gol.
Lukaku è stato decisivo contro Parma e Cagliari
Non è stata una prestazione sfavillante. Così come non è stata sfavillante la prestazione di Kvaratskhelia. Era una partita di sacrificio. Per tutti. Conte a fine partita ha detto che non è ancora al top della condizione; forse proprio questa dichiarazione ha influenzato i tifosi. A noi sembra lunare pretendere da un attaccante che segni ogni partita. È arrivato a Napoli alla fine del mercato. Ha cambiato il verso di Napoli-Parma con il gol del pareggio. A Cagliari ha servito due assist (il secondo un vero e proprio gioiello per Kvaratskhelia: perché Lukaku è grande e grosso ma il piede ce l’ha educato) e ha segnato un gol. Di certo non può segnare a ogni partita. Potrebbe anche, in linea teorica, ma non gli si può chiedere questo. Non lo si può pretendere.
Segna più con le piccole contro le grandi? Certo. È normale. È naturale. Le squadre più forti hanno calciatori più forti. Tutti i grandi attaccanti del Napoli (e ne abbiamo avuti per fortuna) a Torino contro la Juventus hanno vissuto giornate come quella di Lukaku. A noi sembrano critiche completamente fuori registro. A meno che su Lukaku non si sfoghi altro che al momento resta sotto traccia. Altro che può essere declinato in due modi. Il primo è il malumore per un gioco che è lontano anni luce dall’estetica estetizzante che tanto si porta. Dal circo di allegriana memoria. Quello di Napoli è un calcio serio, per intenditori. Il secondo è quel giro di campo di Conte allo Juventus Stadium, col tecnico che si batteva il cuore. Qualcuno avrà avuto mancamenti. Conte ha una concezione adulta del football. Venire a Napoli e dire che la Juventus è parte della sua storia e basta, è ancora più sorprendente dell’aver in soli due mesi guarito la squadra da una rottura che durava da più di un anno.