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Frappart vittima del calcio violento greco: scortata dalla polizia dopo la finale di Coppa nazionale

La dirigenza dell’Aris l’ha accusata di aver perso per colpa sua in seguito all’espulsione di tre giocatori.

Frappart vittima del calcio violento greco: scortata dalla polizia dopo la finale di Coppa nazionale
Al Khor (Qatar) 01/12/2022 - Mondiali di calcio Qatar 2022 / Costa Rica-Germania / foto Imago/Image Sport nella foto: Stephanie Frappart ONLY ITALY

Questa sera ad Atene si terrà la finale di Conference League tra Olympiakos e Fiorentina. Ma la Grecia qualche giorno fa è stata protagonista di uno spiacevole episodio. E’ accaduto nella Coppa nazionale e la protagonista è stata l’arbitra Stephanie Frappart.

Frappart vittima del violento calcio greco

Scrive So Foot:

Incapace di gestire i propri tifosi allo stadio, il governo greco aveva deciso lo scorso dicembre di bloccare per due mesi il campionato nazionale per le continue violenze che si verificano. Stavolta, durante la finale di Coppa di Grecia, l’arbitra francese, “colpevole” di aver espulso tre giocatori (due dell’Aris Salonika), ha dovuto raggiungere gli spogliatoi scortata dalla polizia. La dirigenza dell’Aris, incluso il presidente, l’ha ritenuta responsabile della loro sconfitta contro il Panathinaikos. La verità è che era stata scelta per dirigere questo match per allentare le tensioni del calcio greco. Ha dovuto anche saltare la cerimonia di premiazione per motivi di sicurezza.

L’arbitra francese in un convegno a Lugano: «Sei donna, non hai mai diritto all’errore»

La Repubblica scrive:

Frappart ha un fisico da maratoneta e la metafora vale per la sua lunga corsa tra i pregiudizi; al principio il suo sogno era diventare calciatrice, ma ora si misura con gli ostacoli del mestiere: «A volte nell’arbitraggio si vince con il sorriso, perché è un ruolo in cui si devono maneggiare le emozioni». Quelle del Mondiale in Qatar sono ancora vive: «Da donna, sapevo di essere attesa, scrutata da mille occhi, di non aver diritto all’errore. Fuori c’è un mondo di squali, i social spesso sono cattivi».

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