A Effe: «Ero appena arrivata, avevo vent’anni: mi ferì a morte. La sera a casa feci un pianto liberatorio. Poi ho tirato fuori il leone che è in me»

Effe ha intervistato questa settimana Diletta Letto nel suo palazzo dove vive a Milano, qualche piano più su l’aspetta Aria, 8 mesi, avuta dal portiere del Newcastle Loris Karius, che sposerà il 22 giugno sull’isola di Vulcano.
Una figlia ha cambiato il rapporto con Loris?
«Sono rimasta incinta dopo quattro mesi che ci frequentavamo. Siamo passati dal colpo di fulmine a fare i genitori. Non ce lo aspettavamo, tanto che quella sera, che ero fuori con gli amici e bevendo una birra ho sentito che aveva un sapore strano, ho addirittura chiesto al cameriere se fosse scaduta. Poi una mia amica mi ha accompagnato a comprare un test di gravidanza. Conservo ancora lo screenshot del risultato che ho mandato a Loris».
Reazione?
«Lui felicissimo. Io sotto shock»
Tra poco parte la tera stagione del podcast Mamma Dilettante in cui ha parlato di questa sua nuova veste con tutte le preoccupazioni che ne derivano
Il cambiamento fisico deve contare molto nel suo lavoro…
«Sono siciliana, da noi se sei incinta devi mangiare per due, per fortuna il mio ginecologo mi ha messo in guardia dal prendere troppo peso. Io avevo sempre fame. Alle cinque del mattino mi svegliavo e ravanavo nella dispensa. Sgranocchiavo di continuo, arachidi soprattutto. Ora non le cerco più. Ma l’algoritmo della spesa online continua a propormele»
Quando è rimasta incinta è andata in tilt e ha chiamato alcune amiche
E che cosa è venuto fuori?
«Di tutto. Elisabetta Canalis mi ha confessato che con il pancione era a disagio, e che da quel punto di vista la gravidanza era stata un momento negativo. Aurora Ramazzotti mi ha raccontato della sua depressione post parto. Ascoltando storie come queste ti puoi sentire un po’ meno mamma sbagliata»
I commenti sessisti le fanno male?
«Sì, soprattutto perché la maggior parte di questi giudizi arriva dalle donne. Un classico è: «Non puoi andare allo stadio vestita così». Ma il peggiore rimane: «Sei qui solo per le tette». Me lo disse una collega a Sky Sport. Ero appena arrivata, avevo vent’anni: mi ferì a morte. La sera a casa feci un pianto liberatorio. Poi ho tirato fuori il leone che è in me, ho studiato tanto, mi sono laureata, così che nessuno potesse mai più dirmi una frase del genere».
Pensa fosse invidia?
«Non esattamente. È una strana competizione quella femminile, soprattutto quando siamo in posizioni di solito occupate da uomini, come nel calcio. Si sgomita tanto e regna la legge del mors tua vita mea. Sono sicura che se fossimo di più la rivalità si addolcirebbe»
Quindi non crede nella solidarietà femminile?
«Se la trovi è preziosa. A me è successo con Elodie, che è come una sorella per me. Ci siamo trasferite a Milano nello stesso periodo, e sostenute molto a vicenda. Mi è stata vicina durante la gravidanza. E con Aria adesso è una zia dolcissima»