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Tramezzani: «Manna è un uomo squadra. È schietto e sa rispettare i ruoli»

Al CorSport ricorda di quando erano entrambi al Lugano: «Quando quattro difensori s’infortunarono, lui poteva prendere soltanto un under 21 svizzero: prese Cömert, all’epoca under 19 del Basilea. Un colpaccio. E filammo dritti in Europa»

Tramezzani: «Manna è un uomo squadra. È schietto e sa rispettare i ruoli»

Il “Corriere dello Sport” intervista Paolo Tramezzani, allenatore che insieme al ds Manna portò il Lugano dall’ultimo posto in campionato alla qualificazione diretta ai gironi di Europa League.

«Era il 2017. Gennaio 2017. Il Lugano era ultimo in classifica, il cub decise di cambiare l’allenatore e il direttore sportivo pensò a me. Era Giovanni Manna».

All’epoca non aveva ancora compiuto 30 anni. Ne aveva 29, per la precisione.

«Sì. E mi volle in panchina. Quando arrivai la situazione era piuttosto complessa, ma gradualmente cominciammo a scalare la classifica e dall’ultima posizione chiudemmo al terzo posto. Qualificazione diretta alla fase a gironi di Europa League».

Quanti acquisti le regalò nelmercato di gennaio?

«Un attaccante: Sadiku, ma il colpo straordinario lo fece a marzo. Quattro difensori s’infortunarono e secondo le regole Manna avrebbe potuto prendere soltanto un under 21 svizzero: e così s’inventò Cömert, un anno fa al Valencia e oggi al Nantes, all’epoca under 19 del Basilea. Un colpaccio. E filammo dritti in Europa».

Tramezzani: «Manna è un uomo squadra che rispetta i ruoli»

Ebbe fiuto, non c’è che dire.

«Per me è fenomenale. Ha una grande conoscenza del calcio, a cominciare dai giovani. Ha occhio, spessore, capisce molto. Ma non solo».

Lo racconti, Napoli pende dalle sue labbra.

«Io lo definisco così: è un uomo squadra. È un riferimento per i giocatori. Ti accompagna, gli piace unire. Ma rispetta i ruoli».

Per intenderci: non interveniva sulle sue formazioni?

«No, ripeto: sa cosa significa rispettare i ruoli. Ha sempre ottimi rapporti, sa stare nel gruppo, fa squadra. Ha buone maniere, è intelligente».

Il pregio numero uno dell’uomo Manna?

«La schiettezza. Un lato che viene sempre apprezzato. Con lui riesci a parlare, non so se mi spiego».

Perfettamente. Il pezzo forte del dirigente Manna?

«Ha una visione superiore alla media. Io lo apprezzo tanto, sono molto legato a lui e anche a Cristiano».

Il ds raccontato dal CorSport

Un colpo alla De Laurentiis. All’improvviso, dalla sua lista invisibile conservata nel taschino della giacca fantasma, il presidente ha tirato fuori il nome del nuovo responsabile dell’area tecnico-sportiva: Giovanni Manna. Non solo un manager: il vice di Cristiano Giuntoli alla Juventus; un professionista che Giuntoli stima e che in tanti considerano il leader della Next Gen dei dirigenti.

Accordo triennale con opzioni, ingaggio con bonus, sguardo rivolto al domani e un’etichetta conquistata sul campo che a De Laurentiis piace da morire, da sempre: giovane rampante che sa scoprire rampanti giovani e che palleggia con nonchalance con l’inglese, il francese e lo spagnolo.

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