ilNapolista

Rodri: «I social non mi piacciono, servono a fare le cose in base alle opinioni degli altri»

A “L’Equipe”: «Chi non si fa distrarre dai social è più concentrato sul proprio lavoro. Passare in Premier è stato difficile, non avevo il tempo di pensare che mi trovavo un avversario addosso»

Rodri: «I social non mi piacciono, servono a fare le cose in base alle opinioni degli altri»
Istanbul (Turchia) 10/06/2023 - finale Champions League / Manchester City-Inter / foto Imago/Image Sport nella foto: esultanza gol Rodri ONLY ITALY

Rodri, centrocampista spagnolo del Manchester City, si è raccontato in una lunga intervista per l’Equipe.

Rodri, tu non sei su nessun social network. È molto sorprendente per un giocatore di 27 anni con il tuo status nel 2024. Perché questa scelta?
«Non è nemmeno una questione di età perché è una decisione che ho preso fin da piccolo, appena sono comparsi questi social network. Molto presto ho deciso di vivere la mia vita a modo mio, seguendo i miei desideri, senza lasciarmi influenzare dagli altri. E i social network, secondo me, servono un po’ a fare le cose in base alle opinioni delle persone, in base a ciò che immagini si aspettino da te. Non ho mai avuto la sensazione di averne bisogno, mi sento benissimo così. Penso addirittura che sia un’ottima decisione per la mia vita ma anche per la mia carriera».

Cosa intendi con “vivere la mia vita a modo mio”?
«Sento il bisogno di conoscere le persone nella vita reale piuttosto che virtualmente. Quindi do la priorità alla mia famiglia, ai miei amici, al mio ambiente. Fai attenzione, so che ci sono molte cose interessanti con i social network. Ma essere in contatto con tantissime persone senza nemmeno conoscerle non mi piace, non è il mio modo di vedere le relazioni».

Pep Guardiola ha detto di te: “Non ha tatuaggi, né piercing. È un vero centrocampista difensivo”. Questi dettagli rivelano il giocatore che sei?
«In un certo senso sì. Quello che fai, come lo fai, con questo o quello stile, questo un po’ ti definisce. Molto spesso, chi, come me, non è nel (ndr mondo del) marketing, né sui social network, c’è la possibilità che sia ancora più concentrato sul proprio lavoro. Naturalmente puoi anche avere tatuaggi, piercing e ed essere un tipo concentrato (ndr ride). Non ho nulla contro tutto questo».

Le sensazioni che Rodri ha provato dopo il gol che ha portato alla vittoria della Champions

«Ricordo quanto la partita fosse dura e bloccata bloccata, il momento in cui ho ricevuto la palla con la sensazione che ci fosse un’orda di giocatori a circondarmi in uno spazio ristretto, questo tiro partito perfettamente e finito profondo, (ndr ricordo) della corsa più veloce della mia vita per andare a festeggiare, e la frase che ho detto ai miei compagni “Ragazzi, ancora venti minuti! Venti minuti!” È stato così speciale. Soprattutto, ho sentito un senso di liberazione. Perché il club lottava da tanto per questo momento, arrivandoci spesso molto vicino (tempo nel 2016 e nel 2022, finale nel 2021). Mi viene ancora la pelle d’oca solo a pensarci».

Il passaggio dalla Liga alla Premier
«Sono sport quasi diversi (ndr ride). La chiave è capire il ritmo. Nella Liga non puoi giocare allo stesso ritmo della Premier League perché i compagni non ti seguirebbero e saresti da solo con la palla. In Spagna il gioco è paziente e tattico, le squadre sanno di più cosa vogliono fare con la palla. In Inghilterra il calcio conta più sull’intensità. Ricordo il mio esordio contro il West Ham, non avevo mezzo secondo per pensare, che già mi trovavo un avversario su di me. Ho dovuto imparare a pensare più velocemente, a resistere agli impatti per mantenere il controllo della palla».

ilnapolista © riproduzione riservata