ilNapolista

Acerbi Juan Jesus, la Procura Figc ha già acquisito le immagini per la prova tv (Gazzetta)

La Procura Figc ascolta oggi Juan Jesus e domani Acerbi. Sarà sentito anche l’arbitro La Penna

Acerbi Juan Jesus, la Procura Figc ha già acquisito le immagini per la prova tv (Gazzetta)
Db Milano 26/04/2023 - Coppa Italia / Inter-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Francesco Acerbi-Federico Chiesa

Acerbi Juan Jesus, la Procura Figc ha già acquisito le immagini per la prova tv. Lo scrive la Gazzetta dello Sport.

Il capo della Procura federale Giuseppe Chinè vorrebbe chiudere possibilmente in pochi giorni il caso Francesco Acerbi-Juan Jesus sul presunto insulto razzista partito dall’interista nei confronti del brasiliano del Napoli. La volontà è di consegnare entro questo fine settimana la relazione al Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea che aveva chiesto martedì un supplemento di indagine alla Procura. Per farlo, serve naturalmente l’audizione dei due giocatori coinvolti nella spiacevole vicenda.

Secondo calendario Juan Jesus dovrebbe essere ascoltato oggi, mentre ad Acerbi toccherà domani.

È probabile che la Procura ascolti anche l’arbitro del match, il romano Federico La Penna. Inoltre, Chinè ha già acquisto le immagini per la prova tv. La Procura, infatti, quando effettua i controlli gara, oltre ai tre ispettori che si trovano in campo in Serie A per relazionare tutto ciò che accade sul rettangolo di gioco e fuori, ha anche un altro uomo che da casa registra la partita per poi segnalare gli episodi meritevoli di attenzione.

Razzismo, «è Acerbi a dover dimostrare la propria innocenza»

Eduardo Chiacchio, avvocato esperto di diritto sportivo, alla Gazzetta dello Sport ricorda e chiarisce che la giustizia sportiva funziona in maniera diversa rispetto a quella ordinaria.

«Si aspetta l’attività investigativa della procura federale a cui il giudice sportivo ha trasmesso gli atti: dopo che riceverà la relazione, sarà lo stesso giudice a decidere. È probabile che durante le indagini vengano sentiti non solo i due giocatori, ma anche l’arbitro e gli altri calciatori che erano nei paraggi. Tutto a partire da un caposaldo, che non sempre è chiaro a tutti: per condannare in un giudizio sportivo non è necessaria la prova oltre ogni ragionevole dubbio, ma basta un indizio con un grado di probabilità superiore alla media».

Acerbi nega di aver avuto intenti razzisti: quale la strada della sua difesa?

«È una strada stretta, non si parla di intenti e non ci si può appellare al fatto che sia la propria parola contro quella dell’altro. Sempre in base ai presupposti della giustizia sportiva, l’unico elemento da dimostrare è se abbia pronunciato o meno la famosa espressione: “negro”. Il giudice valuterà tutto come da prassi, anche i comportamenti del giocatore precedenti e successivi al fatto. Si chiederà anche perché Juan Jesus avrebbe mai dovuto riferire un fatto non vero. E ricordiamoci che l’onere probatorio è invertito, è Acerbi a dover dimostrare la propria estraneità ai fatti».

Ci sono dei precedenti a riguardo?

«Uno l’ho seguito io, è un baluardo nei casi di presunto razzismo. Claudio Santini del Padova ‘21 dovette scontare 10 giornate e bastò una denuncia, anche se piena di dubbi e incertezze, del giocatore offeso e la testimonianza di un compagno cambiata pure in progress. Oggi fa giurisprudenza».

 

ilnapolista © riproduzione riservata