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Pioli si è inventato il prototipo di difensore attaccante, è Theo Hernandez (l’Equipe)

Per Deschamps non era né difensore, né attaccante. Nella Serie A delle idee innovative, Pioli lo ha trasformato da terzino a centrale d’attacco

Pioli si è inventato il prototipo di difensore attaccante, è Theo Hernandez (l’Equipe)
Mg Milano 22/09/2021 - campionato di calcio serie A / Milan-Venezia / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Theo Hernandez

La trasformazione di Theo Hernandez in difensore centrale, interessa ovviamente anche alla Francia. Nel 2021, come ricorda l’Equipe, il commissario tecnico Didider Deschamps lo ha letteralmente snobbato. A chi gli chiedeva se il francese poteva trovare posto in nazionale, lui rispondeva:

«È piuttosto offensivo, ma non è né attaccante né difensore, quindi l’ho messo in mezzo al campo. Deve migliorare in difesa».

Poco più di due anni dopo, secondo l’Equipe, Theo è diventato un “un difensore che attacca“. Per il quotidiano francese, l’esperimento provato contro il Frosinone e poi ripetuto contro il Monza e contro l’Empoli ha portato i suoi frutti. Il merito va tutto al calciatore o, meglio, alle sue qualità fisiche e alla sua caparbietà.

I meriti di Theo Hernandez

Tutto inizia con la questione fisica. Con i suoi 184 centimetri i di altezza e 78 kg, Theo Hernandez, 26 anni, è un grandissimo terzino. Questo lo colloca in basso rispetto alla media dei difensori centrali ma ciò non gli impedisce di vincere i duelli. In aria, ha il 66% dei duelli aerei vinti in carriera secondo Opta. In campo può sfrecciare davanti ai suoi avversari grazie alla sua velocità. Poi arriva la questione mentale. La voglia di fare il lavoro sporco, di battagliare con un attaccante per tutta la durata di una partita senza mai staccare la spina psicologicamente“.

Questo per quanto riguarda i meriti dell’ex terzino. A Pioli altri meriti. Il tecnico rossonero ha infatti adattato Florenzi sulla fascia sinistra (come riserva c’è il giovane Jimenez). Entrambi sono partner ideali per Theo. Infatti, “ogni volta che il francese ha uno spazio per attaccare, i due si scambiano e Florenzi rimane in difesa. Questo meccanismo non è complesso ma può essere rischioso perché toglie un difensore lasciando scoperto il fianco sinistro. Costringe in teoria un centrocampista o un esterno a scalare e prendere il posto da terzino“.

La riflessione dell’Equipe sull’adattamento tattico di Pioli

Al di là della questione della fattibilità di quella che per ora è solo una riparazione, c’è quella del modello. Poiché la Serie A è ormai da diversi anni un luogo in cui vengono utilizzate alcune delle idee tattiche più interessanti (l’invito al pressing di De Zerbi, le idee di Gasperini all’Atalanta), possiamo immaginare che l’innovazione diventi la norma? In fondo il Manchester City ha vinto l’ultima Champions League con difensori centrali posti sulle fasce“.

Chiaro che quella di Theo Hernandez non è l’innovazione più originale al mondo. In Europa gli esempi sono diversi. Ciò che però sorprende è l’efficacia. Tanto che nemmeno l’Equipe si immaginava “che il giocatore «né attaccante né difensore» descritto da Deschamps sarebbe diventato un difensore che attacca“.

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