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La Figc è impotente di fronte ai veti: bisogna cambiare governance (Gazzetta)

“Gravina vorrebbe cambiare il sistema dei campionati, ma anche i progetti più virtuosi si infrangono contro veti sempre più anacronistici”

La Figc è impotente di fronte ai veti: bisogna cambiare governance (Gazzetta)

La Figc è impotente di fronte ai veti: bisogna cambiare governance (Gazzetta)

Il calcio italiano ha bisogno di essere rinnovato sotto molti punti di vista, ma le nuove mosse del governo sembrano remare contro questo obiettivo. Il presidente del Torino, Urbano Cairo, si è fatto sentire dopo l’incontro tra Gravina e la Lega Serie A.

«Sembra quasi che ci sia la volontà del governo di affossare il calcio, è incredibile. Lo Stato non dà il minimo aiuto, avete visto cosa è successo con il decreto crescita che era un vantaggio anche per il Paese. Togliendolo si è penalizzato il calcio senza avvantaggiare nessuno. Poi c’è il tema del betting che vale 16 miliardi di euro e dal quale noi non prendiamo un centesimo. Infine gli stadi: ci sono squadre che li vogliono fare ma non ci riescono».

La “Gazzetta dello Sport” commenta così la situazione:

A forza di prendere porte in faccia o di trovare porte chiuse, a seconda delle richieste, il calcio ha alzato i toni contro il governo. Le parole di Urbano Cairo danno voce al pensiero di quasi tutti i suoi colleghi che da anni evidenziano trattamenti sfavorevoli al Sistema calcio da parte delle istituzioni. La lista recente è lunga e parte dai mancati ristori post Covid che hanno impedito al calcio, duramente colpito dal punto di vista economico, un minimo aiuto e risarcimento. Si prosegue con i paletti che impediscono un’equa distribuzione della mole di denaro (un giro d’affari da 16 miliardi) derivante da betting e scommesse, addirittura negando ai club la possibilità di sponsorizzazioni sulle maglie. Poi l’assenza di un tax credit, legato anche agli investimenti nei settori giovanili. Tranne rarissimi casi, la maggior parte dei nostri stadi è ferma ai restauri per i Mondiali del 1990. Infine il recente stop al Decreto crescita, che impedirà ai club investimenti favorevoli e una crescita del nostro Sistema calcistico“.

La Figc ha bisogno di una nuova governance

La sensazione che hanno molti presidenti è che la politica, con un atteggiamento populista, salga sul carro solo quando conviene, dopo certe vittorie o quando c’è da strizzare l’occhio all’elettorato. A questi svariati temi che zavorrano ulteriormente le casse già in difficoltà di molti club, si uniscono le difficoltà ad avviare riforme. Il presidente Federale Gravina vorrebbe da tempo cambiare il sistema dei campionati, diminuire il numero delle squadre, migliorare la qualità del prodotto che porterebbe alla sua successiva migliore vendibilità in Italia e all’estero. Ma anche i progetti più virtuosi si infrangono contro veti sempre più anacronistici grazie al diverso peso di voto delle varie componenti in Assemblea. Ricordiamo: il 34% dei voti spetta alle leghe (di cui la A il 12%, la B il 5%, la Lega pro il 17%) un altro 34% ai dilettanti, il 20% agli atleti, il 10% ai tecnici e il 2% agli arbitri. Può la Lega dilettanti pesare nelle scelte quasi il triplo della Lega di A che è il motore economico di tutto il Sistema? C’è da cambiare la Governance altrimenti, come ha detto Cairo al termine del vertice informale svoltosi ieri, “ce la suoniamo e ce la cantiamo”, senza fare reali passi in avanti

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