Con Garcia era protagonista (in ossequio ai voleri di Adl) e segnava. Adesso, invece, è tornato periferico: gioca meno e non incide più

C’è un Raspadori prima della cura Mazzarri e un Raspadori dopo la cura Mazzarri. Fino al suo esonero, Garcia era più o meno apertamente preso in giro da tifosi e giornalisti per la sua predilezione per il calciatore senza ruolo, o meglio per il centravanti che nessuno si rassegna a far giocare da centravanti. Investimento oneroso di Aurelio De Laurentiis che non ha mai trovato uno spazio adeguato alla cifra spesa: 35 milioni di euro. Non proprio bruscolini. Centravanti della Nazionale e anche uno per cui si è scomodato Walter Veltroni che lo ha intervistato per la Gazzetta dello Sport.
Adl per lui ha speso 35 milioni
Sin dal ritiro pre-campionato l’imperativo di De Laurentiis è stato: la priorità è rivalutare Raspadori. Dopo che persino nell’anno dello scudetto il calciatore che parla perfettamente in italiano ha giocato meno di mille minuti in campionato (946) segnando appena due gol (anche se uno molto importante a Torino contro la Juventus, fu il suggello sul tricolore) e fornendo due assist. Poca roba, pochissima.
«Il problema di Raspadori è Osimhen e il 4-3-3»
Garcia, da buon francese, lasciò intendere le volontà presidenziali già dalla prima conferenza stampa pre-campionato (alla vigilia del match col Frosinone) quando disse: «Raspa può giocare esterno o mezzala, quello che è sicuro è che domani gioca». Era metà agosto, per la precisione il 18 agosto. Due mesi e mezzo dopo, il 4 novembre, subito dopo la vittoria contro la Salernitana (Raspa segnò la rete dell’1-0), il tecnico francese a Dazn disse: «Il problema di Raspadori è Osimhen, è vero, e anche il 4-3-3». E chiosò con una bella risata. Il francese lo ha fatto giocare sempre e ovunque, persino mediano.
Il centravanti della Nazionale era protagonista. Titolare in campionato in sette partite su dodici e in Champions in due match su quattro. In media con Garcia ha giocato 59 minuti a partita in campionato e 50 in Champions. Ha segnato tre gol in Serie A: al Genoa, alla Salernitana e al Milan e uno in Coppa: quello decisivo a Berlino. Due gli assist in campionato. È soprattutto merito di Garcia se ha giocato 935 minuti in campionato (praticamente quanto quelli disputati in tutta la scorsa Serie A).
Con Mazzarri gioca venti minuti di meno a partita
Poi, è arrivato Mazzarri. Con il nuovo allenatore, complice anche il ritorno di Osimhen, in campionato Jack è stato titolare appena due volte su sei: alla prima contro l’Atalanta e ieri contro il Monza. Per un totale di 228 minuti che fanno una media di 38 minuti a partita (in media gioca venti minuti di meno rispetto alla gestione del francese). In Champions ha giocato due scampoli di match: tre minuti a Madrid e ventuno in casa contro il Braga. Nessun gol e nessun assist. Zero assoluto. Nella disfatta contro il Frosinone è uscito quando si era ancora sullo 0-0.
Ma non è soltanto una questione di numeri. Con Garcia Raspadori era molto più centrale nel villaggio, se ne parlava, era nel dibattito e nel contesto del gioco. Era argomento di discussione, se ne percepiva l’importanza e il rilievo che aveva per il club. Dall’arrivo di Mazzarri, invece, è tornato periferico, anche un po’ intristito se possiamo aggiungere. Siamo certi che ora, con Osimhen in Coppa d’Africa, la situazione cambierà. Lui e Mazzarri hanno almeno un mese per migliorare la sintonia. Ieri contro il Monza non ha fatto granché ma ha servito un assist d’oro a Kvara che lo ha poi sprecato. È un centravanti atipico, Jack, ma è un bel giocatore. Uno che sa fare tante cose e che in area di rigore spesso e volentieri la butta dentro, anche se è piccolino. Di questi tempi può servire, e tanto, al Napoli. Poi, quando si conosceranno il prossimo allenatore e soprattutto i suoi piani, deciderà se il suo futuro sarà ancora qui o se gli converrà andare a giocare altrove.