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La proposta di De Laurentiis: «Basta con l’intervallo tra i due tempi di una partita»

Da Fazio: «Sai quanti giocatori paghiamo noi? 27! C’è tutto il tempo per giocare partite senza intervallo, giocandole dritte per dritte»

La proposta di De Laurentiis: «Basta con l’intervallo tra i due tempi di una partita»
Napoli 16/03/2023 - comitato di ordine e sicurezza pubblica / foto Image nella foto: Aurelio De Laurentiis

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, è intervenuto all’ultima puntata di “Che Tempo Che Fa” parlando delle sue idee innovative per il Napoli e per tutto il mondo del calcio

«Quello he mi interessa è curare i giovanissimi che si stanno rincretinendo con gli smartphone e le varie piattaforme. Non hanno più la pazienza di seguire il calcio vero. Tutto questo si tramuta in una non passione. Io vorrei parlare col Ministro della Pubblica Istruzione per insegnare nelle scuole a questi bambini come diventare allenatori. Ad esempio, vivisezioniamo la finale del Mondiale Argentina-Francia con lo Spalletti della situazione, il Mourinho della situazione che registrano le loro lezioni»

Ancora il presidente prosegue con un’innovazione anche per le partite

«Basta l’intervallo tra i due tempi, una partita deve essere continuata, dritta per dritta. Sai quanti giocatori paghiamo noi? 27! C’è tutto il tempo per giocare partite senza intervallo, giocandole dritte per dritte»

Ancora il segreto per arrivare al successo nel calcio

«Bisogna essere competitivi e con i conti in ordine. Il segreto è fare impresa e non il prenditore. Se investi, raccogli. Se non investi, si accumulano debiti su debiti. Le istituzioni calcistiche dovrebbero fare tabula rasa con regola precise, non esistono in maniera inequivocabile, ci sono ma poi fanno finta di niente. Non ci sono pari forze. Ci sono campionati non equilibrati. I kart mica gareggiano con la formula 3? I piloti dal karting poi arrivano alla Formula Uno. I campionati dovrebbero essere divisi per tipologie di città. Non si può giocare una città di 3 milione di abitanti contro una di trentamila. Poi non la vede nessuno e gli sponsor non partecipano. È un problema che non è stato affrontato».

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