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Gli inseguitori sono questi. Il Napoli può stare tranquillo

Non ero più abituato alle sconfitte. Faccio fatica. A Coverciano hanno istituito uno stage di studio per decifrare come fermare fra Cipolla

Gli inseguitori sono questi. Il Napoli può stare tranquillo
Db Milano 14/02/2023 - Champions League / Milan-Tottenham / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Rafael Leao

FALLI DA DIETRO – COMMENTI ALLA 25ESIMA GIORNATA DEL CAMPIONATO 2022-23

Non ero più abituato. Faccio fatica.

A Coverciano hanno istituito uno stage di studio per decifrare come fermare fra Cipolla.

Chiedete a Sor Polpetta.

Due le mosse decisive.
Primo. Schermare Charlie Brown Lobo da ogni parte.
E per questo sacrifica anche il miglior centravanti italiano, che è Ciruzzo di Torre.

Secondo. Impedire la profondità e i rifornimenti per le volate di Osi.

Insomma, abiura di sé.
Fa un po’ tristezza, ma l’obbiettivo è raggiunto.

Fra Cipolla subisce. Nessuna contromossa.

Anche perché Zambo non è in giornata.
E stavolta non riesce a sostituire il Lobo neutralizzato, come pure aveva fatto in altre occasioni.

Poi perché si sente la mancanza del Barilotto lusitano, che in queste occasioni fa da regista aggiunto, si accentra e lascia tutta la fascia al georgiano.

Il Signorinello Pallido è utilizzato qualche metro più avanti.
Nei territori a lui più congeniali, che è l’imbucata fra le linee. Un paio di volte ci riesce. Ma gli manca la castagna e la precisione del tiro da fuori.

Sarebbe una partita destinata allo 0-0.

Oppure decisa da un episodio.

Poteva capitare a noi, è capitato a loro.
Khiarastella sulla trequarti serve un assist caramelloso a Vecino.
E’ una sberla terrificante, imparabile un autentico eurogol.
La traiettoria non trova ostacoli e si infila alla destra dell’Albatros.

Ci sarà poi la traversa di Osi.
Ci sarà il successivo miracolo di Prevedel.
Doveva andare così.

Prima o poi doveva succedere.
E’ successo contro questa Lazio, non a caso seconda forza del campionato.
Una squadra – vale la pena ricordarlo – fatta con i rifiuti delle grandi.

Complimenti allo Scaccolone per la partita perfetta.

Capitolo chiuso. Noi guardiamo avanti.
Aspettiamo senza avere paura.
Domani.
E l’omaggio al Lucio napoletano dentro, ci sta sempre.

Aspettiamo di vedere come si comportano gli inseguitori.

Al Franchi partita dedicata ad Astori.
I Diavoli scendono in campo con in testa gli Hotspur.
E trovano gli Stilnovisti che giocano la migliore gara di questo campionato.

Un’autentica lezione di calcio.

Ennesima follia stagionale di Tomori.
Rigore trasformato alla perfezione da Nico.
E poi un’azione spettacolare.
Un Dodò straripante crossa al centro per Jovic che inzucca in acrobazia.

Risultato bugiardo perché in realtà Italiano ha riempito di botte John Malkovic.
Il quale per una volta più dire di essere stato al passo del Napoli.

I Suninter sono chiamati all’ impegno più facile.
La cosa difficile è giocare a calcio sul campo di patate di San Siro.

L’Inter sfrutta due errori in impostazione d’uscita del Lecce.

Gol dalla distanza dell’Armeno che va come un treno.

Poi nella ripresa Dumfress, beccatissimo dai tifosi, fa anche cose buone.
E imbecca il Toro che, tutto solo a centro area, raddoppia al volo.

E allora il capitano corre verso l’olandese e, sotto la curva, lo abbraccia chiedendo ai tifosi di applaudirlo stavolta, perché il gol è tutto merito suo.

Evviva.
L’Inter riapre il campionato e inizia a mettere pressione ai partenopei.

Partita clou all’Olimpico.
Primo tempo da imbarazzo.
Due tecnici antiestetici che sembrano due fidanzatini a telefono. Attacca tu. No attacca tu.

Poi nella ripresa qualcosa cambia. Ma non di molto.
Anche qui si aspetta l’episodio da una parte o dall’altra, o ci si accontenta dello 0-0.
La sblocca Mancini con un gran destro, mentre si concede una rara gita in area bianconera.

Acciughina cambia qualcosa.
Ma è sfortunato. Kean entra e si fa espellere dopo venti secondi.
E’ sfortunato, Acciughina per via di quei tre legni.

Finisce che Mou lo punisca di “corto muso”.

Gli inseguitori sono questi. Il Napoli può stare tranquillo.

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