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Trentalange risponde a Nicchi: «Sei tu che hai proposto D’Onofrio, e lo hai fatto più volte»

Volano stracci tra il presidente dell’Aia e il suo predecessore. La replica del capo degli arbitri è sulla Gazzetta dello Sport 

Trentalange risponde a Nicchi: «Sei tu che hai proposto D’Onofrio, e lo hai fatto più volte»
Db Milano 17/10/2022 - Gran Gala' del Calcio Aic 2022 / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Alfredo Trentalange

Il presidente dell’Aia, Alfredo Trentalange, risponde al suo predecessore, Marcello Nicchi rispedendo l’accusa al mittente: sei stato tu a proporre D’Onofrio, non io.

Questa mattina la Gazzetta dello Sport ha pubblicato la notizia di una lettera inviata dall’ex presidente Nicchi all’attuale capo degli arbitri in cui spiegava che era stato proprio Trentalange a proporre Rosario D’Onofrio per una carica all’Aia e che, a suo tempo, dato che D’Onofrio era sconosciuto ai più, ci furono molte perplessità. Tanto che gli arbitri decisero di non affidargli posizioni di apice: votò in tal senso anche Trentalange.

L’attuale presidente dell’Aia, però, contesta la ricostruzione di Nicchi. E replica così all’ex presidente (anche questa lettera è sulla Gazzetta dello Sport):

“Con riferimento alla mail pervenuta in data 19 novembre u.s., prendo atto della conferma anche da parte Tua che il sig. Rosario D’Onofrio (allora O.A.) è stato nominato componente della Commissione di Disciplina Nazionale il 17 marzo 2009 “presidente Marcello Nicchi”, e successivamente confermato nell’incarico. A Tuo parere, però, quanto da me affermato nella call conference con i Presidenti di Sezioni e dei CRA sarebbe solo “verità parziale”, in quanto avrei sottaciuto che il sig. Rosario D’Onofrio sarebbe stato proposto da me al Comitato Nazionale dell’epoca. Senza alcun intento polemico ma con lo stesso spirito con il quale mi solleciti un dovere di trasparenza verso gli associati, mi duole rammentarTi che, anche ai sensi del Regolamento AIA all’epoca vigente, la competenza di ogni proposta di nomina al Comitato Nazionale per il ruolo in argomento era prerogativa esclusiva del Presidente dell’AIA. Apprendo, invece, solo oggi che avresti proposto al CN il sig. Rosario D’Onofrio per la nomina in Commissione di Disciplina Nazionale nel marzo del 2009, nonostante fossi consapevole che lo stesso non avesse svolto, a Tuo dire, “pregresse particolari attività”. Nonostante ciò, hai comunque ritenuto di proporlo per una nomina in un ruolo di rilievo nazionale non solo nel 2009, ma hai successivamente reiterato tale proposta di nomina nella medesima funzione anche quando, per effetto di modifiche regolamentari, il Responsabile del Settore Tecnico non godeva più del diritto di voto in Comitato Nazionale, consentendo così al sig. Rosario D’Onofrio una permanenza di 12 anni nei ruoli di una Commissione associativa giudicante, circostanza che gli ha permesso di veder convalidata la credibilità di un curriculum per funzioni associative pluriennali svolte nell’ambito della giustizia domestica. In questi momenti così difficili per la nostra Associazione, come tu stesso affermi di esserne ben consapevole, da un Dirigente Benemerito mi sarei aspettato non precisazioni per addossare responsabilità, ma semmai proposte per evitare in futuro ciò che in passato ha indotto in errore anche quel gruppo dirigente che, unitamente a Te, ha sottoscritto la Tua missiva e che approfitto per salutare”.

 

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