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Il Foglio cita “È stata la mano di Dio“ per raccontare la scalata del Milan: «Alla fine torni sempre a te»

Davanti a Pioli proprio l’Atalanta di quel 5-0 a Bergamo. La prima pietra del nuovo Milan fu Ibra sedotto e abbandonato dal Napoli

Il Foglio cita “È stata la mano di Dio“ per raccontare la scalata del Milan: «Alla fine torni sempre a te»
Db Napoli 06/03/2022 - campionato di calcio serie A / Napoli-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Stefano Pioli-Zlatan Ibrahimovic

L’edizione odierna del Foglio cita “È stata la mano di Dio”, il film di Paolo Sorrentino, per raccontare la scalata del Milan. Alcune corrispondenze, secondo il quotidiano, sono clamorose, “degne di un romanzo di Calvino”, e fanno pensare che «tutto il caravanserraglio di figure barbine, giocatori improbabili, allenatori inesperti e proprietari misteriosi degli ultimi dieci anni sia servito per arrivare proprio qui, a questi ultimi 180 minuti necessari per chiudere un cerchio spesso penoso e avvilente». 

Negli ultimi minuti di “È stata la mano di Dio”, il film di Paolo Sorrentino ricoperto qualche giorno fa da una cascata di david di Donatello, il giovane protagonista Fabietto viene duramente rampognato dal suo mentore Antonio Capuano: “Alla fine torni sempre a te”.

Milan-Atalanta e Sassuolo-Milan furono le ultime due partite della gestione Allegri, l’ultimo ad aver vinto lo scudetto. Ora sono gli avversari di Pioli. I bergamaschi sono la bestia nera del Milan di questi tempi, Berardi è stato il primo e tuttora unico giocatore della storia della Serie A capace di segnare quattro gol ai reossoneri.

Brusco flash-forward a dicembre 2019, quando a tre giorni da natale il Milan chiude in bruttezza il decennio più difficile del suo dopoguerra con l’ estrema mortificazione di uno 0-5 a Bergamo, di domenica mattina, con Gasperini invitato a saltellare dalla curva atalantina in visibilio. E lui saltella. Il povero Donnarumma piange calde lagrime. Novello dottor House, Pioli ausculta il cuore dei vari Musacchio, Suso, Piatek, Ricardo Rodriguez e ci sente al massimo la segreteria telefonica: si toglieranno tutti di mezzo nel giro di qualche settimana, in nome di un repulisti non più procrastinabile.

Ovviamente il punto di svolta è l’acquisto di Ibra sedotto e abbandonato dal Napoli.

In quello che sembra un apparente controsenso dettato dalla disperazione, la prima pietra del nuovo Milan è il Vecchione Zlatan Ibrahimovic sedotto e abbandonato dal Napoli e ben felice di ergersi a totem in uno spogliatoio drammaticamente privo di personalità in cui il futuro capitano Davide Calabria, la sera stessa della disfatta di Bergamo, dà ingenuamente in pasto ai social le immagini della propria festa di compleanno, senza vederci nulla di male: il video finisce su Instagram e aggiunge bufera a bufera.

Il resto è storia recente: il fosso scansato di Rangnick, la conferma di Pioli, la squadra cresciuta vertiginosamente e ora a un passo dallo scudetto.

Contro l’Atalanta, l’anno scorso, il Milan è tornato finalmente a centrare un obiettivo stagionale, la qualificazione in Champions League sfuggita per otto annidi fila. Reggio Emilia è la provincia dove sorge la casa di uno dei Padri della Patria rossonera, quel Carlo Ancelotti impegnato in queste ore nella preparazione dell’ennesima finale di Champions: per contarle tutte serve una mano intera. Alla fine il Milan torna sempre a sé stesso: è stata la mano del diavolo?

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