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Il campionato è un affare milanese, soprattutto con questa Juventus

Il Napoli rivede un ex oggetto misterioso (Rrahmani, che deve andare a cena con Lobotka) e ne ritrova un altro (Osimhen, che chissà quando rientrerà)

Il campionato è un affare milanese, soprattutto con questa Juventus

FALLI DA DIETRO – 15a GIORNATA DEL CAMPIONATO 2020-21

Si riprende con astratti furori.
Elio Vittorini mi perdoni se manipolo un po’ l’incipit folgorante del suo magnifico “Conversazioni in Sicilia”.

Fuochi d’artificio un po’ dovunque per salutare la vita nuova e congedarsi dall’anno dell’impazienza, dei giorni senza data e degli orologi senza lancette.

Fuochi d’artificio per festeggiare una giornata che si consuma tutta di domenica. Nel ricordo di cose passate.

E’ in preda ad astratti furori Lautaro all’ora del desinare contro il Crotone a San Siro.
Prima tripletta italiana per lui e otto vittorie di fila per i Miliardari Suninter.

Non sarà per niente simpatico, ma qualche merito sto Parrucca deve pure averlo.
Ha cambiato completamente il modo di giocare dell’argentino.

Che ora svaria su tutto il fronte d’attacco. Disorienta ad ogni movimento la difesa statica, ingenua, disastrosa dei Pitagorici.
E lascia al possente omone belga il gioco sporco, quello di travolgere e atterrare gli avversari come birilli.

Un vero uomo-squadra, Lautaro.
Tre gol, perché Marrone gli sfila il poker dalle mani con una sciagurata autorete.
Un senso della posizione raffinato. Sempre al posto giusto in area a ricevere. Sempre al posto giusto fuori area a suggerire.

La rincorsa continua.
Perché il Piccolo Diavolo resta lì.
Contro le sorprendenti Streghe di Inzaghi, manca mezza squadra.
Oltre Ibra l’Eterno, manca anche Theo.
E passare da Theo a Dalot, è come passare da Miriam Leone a Luciana Littizzetto.

Manca mezza squadra ma non la rabbia. E non il cuore.

Perché non è una passeggiata al Vigorito.
Perché si gioca per un’ora in 10 a causa dell’evitabile espulsione di Tonali.
Perché le Streghe spingono di brutto e incalzano alla grande.
Ma si schiantano contro una difesa bunker che con Kjaer è tornata di altissimo livello. E contro un Topone ancora una volta gigantesco.
Segna Kessie su rigore.
Segna Rafael Leao con una vera magia. Formidabile quel pallonetto da fuori area a scavalcare Montipò.

Qualità tecniche ma prima di tutto mentali, caratteriali, umane.
Il campionato è un affare milanese.
Anche se Maldini continua a dire che l’obbiettivo è il posto in Champions.
Mercoledì c’è la Juve. Padre Pioli dovrà inventarsi un regista.
E’ la prima prova verità. Vediamo.

La Juve parte proprio male contro i friulani.

Difesa da brividi. Un vero e proprio disastro tattico.
La squadra nelle mani del Pirlocchio ha completamente dimenticato come si difende di posizione.

De Paul porta in vantaggio l’Udinese con un affondo che manda letteralmente in bambola il golden boy De Ligt.
Pasqua però, richiamato dal fedele Giacomelli al VAR, ravvisa un fallo nello sviluppo di gioco e annulla il gol.
Inutile smadonnare. È così.

Gli ergastolani tirano un sospiro di sollievo.
Ma proprio non ce la fanno a raccapezzarsi.

Così il Migliore Giocatore del Secolo ancora una volta deve pensarci lui.
In preda ad astratti furori, si carica la squadra sulle possenti spalle levigate e la conduce alla sospirata vittoria con la magnifica doppietta che lo spedisce in vetta alla classifica marcatori.

Osi torna dalla Nigeria in compagnia del Covid.
Si parte per la Sardegna

Il Napoli scomparso all’Olimpico e al Maradona contro il Toro, riappare al Sardinia concentrato e concreto.

Tra le tante cose belle, gli astratti furori del Signorinello Pallido, finalmente leader in tutta spudoratezza.

Il calcio di questo timido ragazzone polacco è calcio che danza.
E’ leggerezza e impeto. E’ aria, soffio, vento.
E’ poesia muta.
Lui volteggia in una mattonella fino a cancellare le tracce al suolo e le parole in aria.
Vederlo quando è in stato di grazia è immaginarlo camminare sull’acqua e a un tempo dentro una fiamma.
Qualcosa che assimila Michael Jackson a Roberto Bolle.
Sterzata improvvisa. E la palla improvvisamente scompare.
Una sterzata ancora. E la palla magicamente riapparire in un lampeggio splendente.

Tra le tante cose belle , un miracolo. Il primo rigore a favore, anche se non serviva a una cippa, perché fischiato a risultato ampiamente acquisito.

Non so se la cosa è ascrivibile fra i miracoli. Ma si è avuta anche la possibilità di vedere almeno come è fatto l’oggetto misterioso Amin Rrahmani. A occhio non mi pare precisamente messo a lucido.
A giudicare dalla panza che ha, deve andare spesso a cena con Lobotka.

Rischia invece di diventare un oggetto misterioso anche Osi.
L’uomo più pagato nella storia del club, cui il club improvvidamente consente il viaggio di piacere a Lagos.
Dunque. Un mese per smaltire il virus. Un mese per riprendere dimestichezza col campo.
Se le cose vanno bene, lo vedremo in forma decente non prima di marzo.
In breve giocheremo 15 partite con Ciro L’Amore Nostro fin quando regge.
E poi con tanto Petagna, e un po’ di Llorente.

Basterà per un posticino in Champions?

Il vaccino non basta per tutti. Si potrebbe allungare col vino.

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