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Quando Mihajlovic, a cena con Sarri, volle mettere la senape sulla bistecca fiorentina

Sul CorSport. Prima di Samp-Empoli Sinisa chiese al tecnico toscano di seguire i suoi allenamenti. Una full immersion di quatttra tattica, lavagne e bistecche. Ma sinisa, sulla sua mise la senape… 

Quando Mihajlovic, a cena con Sarri, volle mettere la senape sulla bistecca fiorentina

Sul Il Corriere dello Sport racconta una curiosità sul rapporto tra Sarri e Mihajlovic.

Nel 2015, in gennaio, quando Sarri era sulla panchina dell’Empoli, Sinisa manifestò il desiderio di assistere agli allenamenti della squadra. Sarri era appena arrivato in Serie A e se ne dichiarò orgoglioso.

I due si incontrarono prima di Sampdoria-Empoli (finita 1-0 per la Samp) e al termine della partita stabilirono di vedersi a fine marzo, scambiandosi i numeri di telefono.

“La stima tra i due c’era già, da lì a poco sarebbe nata anche una grande amicizia”.

A fine marzo Sinisa raggiunse Sarri a Empoli. Scrive il Corriere dello Sport:

“Fu una full-immersion pazzesca, dal martedì mattina al venerdì sera Sarri e Sinisa vissero di lavagna, sistemi di gioco, fase di possesso palla e non possesso, movimenti, lavoro fisico e… bistecche”.

Il presidente dell’Empoli, Fabrizio Corsi, oggi dichiara:

“Mi risulta che Sinisa volesse verificare più a fondo come Sarri faceva la fase difensiva. Non lo conoscevo, ma capii subito che era un grande. Mi colpì la sua umiltà, la sua voglia di confrontarsi con Maurizio. L’Empoli è una realtà di provincia ma Sinisa ci fece sentire una società molto importante. Sinisa si metteva sulla panchina a guardare il lavoro di Maurizio, poi a fine allenamento si chiudevano nel suo spogliatoio e immagino come avranno riempito di schemi e movimenti la lavagna e tanti fogli di carta”.

Fu così per quattro giorni, scrive il quotidiano sportivo:

“campo, spogliatoio, colloqui interminabili e la sera a cena insieme, nei ristoranti di Empoli e nelle vicinanze, tra Cerreto Guidi, Lastra a Signa e Turbone”.

L’ultima sera, prima di salutarsi, la cena si svolse al ristorante Adriano, in piazza della chiesa, a Cerreto Guidi, un tempio della carne. Al tavolo, insieme a Sinisa e Sarri, c’erano Pietro Accardi, il segretario generale dell’Empoli Stefano Calistri e il magazziniere dell’Empoli Riccardo Nacci.

Quella cena durò circa 4 ore, interminabile. Sinisa ordinò una bistecca ma poi stupì tutti chiedendo al cameriere di portargli della senape per condirla. Sarri fu quello più sorpreso di tutti:

“Inutile nascondere che per un toscano mettere la senape sulla carne rossa è come pronunciare una bestemmia in carestia”.

Nell’ultima partita di campionato Sinisa e la Samp giocarono a Empoli. Finì 1-1.

L’allora diesse dell’Empoli, Marcello Carli (oggi al Cagliari) racconta:

“Quando arrivò allo stadio le prime persone che andò a salutare furono i magazzinieri, poi abbracciò noi dirigenti e Sarri. Lo conoscevo per fama, ma in quei giorni mi resi conto che Sinisa è una persona di grandissimo spessore, oltre che un grande allenatore”.

E racconta un altro aneddoto di quanto Sinisa allenava il Torino:

“mentre stava facendo le interviste gli passai vicino. Non potemmo salutarci. Il giorno dopo mi telefonò, sul momento non lo riconobbi. Mi disse: Marcello ciao, sono Sinisa, scusami se ieri sono stato molto maleducato. Gli risposi che era una persona di altri tempi, eccezionale. E vi dico questo: non mi sorprendo che ora i suoi giocatori vadano in campo per lui, per un allenatore e una persona così si deve dare anche la vita”.

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