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Guardiola indipendentista e barricadero : «La Spagna sta vivendo una deriva autoritaria» (VIDEO)

Il videomessaggio di Pep dopo la sentenza che condanna i principali esponenti politici del movimento indipendentista catalano

Guardiola indipendentista e barricadero : «La Spagna sta vivendo una deriva autoritaria» (VIDEO)
Guardiola

Ieri a Madrid la Corte Suprema Spagnola ha condannato i leader separatisti che organizzarono il referendum separatista a ottobre 2017. La Stampa scrive di nove condanne: per un minimo di nove anni di reclusione fino a un massimo di tredici. Ieri il Barcellona ha emesso un comunicato di condanna e in serata è sceso in campo Pep Guardiola che ha affidato la sua presa di posizione a un video affidato alla piattaforma “Tsunami Democratic” e rilanciato da Bbc e Afp. Guardiola, oggi tecnico del City, è da sempre un attivista e un sostenitore della causa catalana. Ecco quanto riportato dalla Gazzetta dello sport.

La sentenza è un attacco diretto ai diritti umani, al diritto di manifestare e di riunirsi, alla libertà d’espressione e al diritto ad un processo equo. Una cosa inaccettabile nell’Europa del XXI secolo. La Spagna sta vivendo una deriva autoritaria nella quale le leggi contro il terrorismo sono utilizzate per processare la dissidenza e nella quale persino gli artisti sono incriminati per esercitare la propria libertà d’espressione.

I politici condannati oggi rappresentano i principali partiti e le più importanti organizzazioni civiche della Catalogna. Né il governo di Pedro Sanchez, né alcun altro governo ha avuto il coraggio di affrontare questo conflitto con dialogo e rispetto, scegliendo invece di usare la repressione come unica risposta.

Quello indipendentista è un movimento di base trasversale, inclusivo e con una lunga storia basata sul desiderio catalano di autogoverno. Non è xenofobo né egoista, è un movimento che trae la propria forza nel riconoscimento del pluralismo e della diversità. Questa lotta non violenta non terminerà fino a quando non cesserà la repressione violenta e prevarrà il diritto all’autodeterminazione, com’è successo in Quebec e in Scozia. Chiediamo che il governo spagnolo trovi una soluzione politica e democratica. Il nostro messaggio: “Spagna, siediti e dialoga”.

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