Al Cinema Arcobaleno si paga 8 euro per sedie indecenti, persino Joker si è lamentato

L'ufficio igiene non autorizzerebbe mai l'uso di poltrone (per modo di dire) in condizioni vergognose. E hanno anche il coraggio di dirti che i posti sono numerati

cinema Arcobaleno

Andare al cinema Arcobaleno, al Vomero (Napoli),  sala 1, è un’esperienza di vita. Si pagano 8 euro per assistere a una proiezione su sediolini vergognosi. Nemmeno nella Circumvesuviana (ci perdonino i dirigenti della Circumvesuviana per il termine di paragone). Abbiamo scattato un po’ di fotografie. Sono sediolini indecenti, impresentabili. Perché mai bisogna pagare per sedersi su poltroncine sudicie, sfondate? Siamo più o meno in linea con i vecchi sediolini del San Paolo.

L’aspetto grottesco è che all’ingresso ti dicono anche: “i posti sono numerati”. Per darsi un tono anglosassone. Che vuole dire? Che se becchi la sedia sfondata e ben oltre il limite delle condizioni igieniche, devi rimanere al tuo posto zitto e muto? Non sappiamo rispondere, il caso non si è presentato.

Ieri sera all’ultima proiezione di Joker c’erano sì e no una ventina di persone che hanno provato la ricerca della sedia migliore, modello “Miseria e nobiltà”: “la migliore non c’è”.

Tant’è vero che al cinema Arcobaleno è andata in scena una proiezione corretta. Nel corso dell’ultimo monologo, nello show tv di De Niro, Joker ha fatto un riferimento al cinema Arcobaleno e agli spettatori che prima o poi dovranno ribellarsi. Brusio in sala, nulla più. Del resto a Napoli, coi tempi di percorrenza della metropolitana, sarebbe impossibile trovarsi da soli in un vagone della metropolitana.

Comunque, per quel che può servire, ribadiamo che i sediolini del cinema Arcobaleno sono vergognosi. E che un cinema non può fare pagare per sediolini che l’ufficio igiene non farebbe passare in nessun luogo civile.

Fondatore del Napolista, ha scoperto di sentirsi allergico alla faziosità. Sogna di condurre il Bollettino del mare di Radio Rai. E di girare – da regista - un porno intitolato “La costruzione da dietro”. Si è convertito alla famiglia: ha una moglie, due figli, un cane. E tre racchette da tennis.

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