Aumentiamo di 5 euro il costo delle sigarette. Ogni anno 93mila persone in Italia muoiono di tabacco
Nessuno stadio italiano è in grado di contenere tutte queste persone. Firma la proposta di legge di iniziativa popolare. La sigaretta è stata pericolosamente sdoganata anche nelle serie tv

Il logo della campagna della raccolta firme per la legge d'iniziativa popolare: aumentiamo il costo delle sigarette di 5 euro. Ogni anno in Italia 93mila persone muoiono di tabacco.
Aumentiamo di 5 euro il costo delle sigarette. Ogni anno 93mila persone in Italia muoiono di tabacco
Petra (interpretata da Paola Cortellesi) si ferma appoggiata a una balaustra del porto di Genova a riflettere sulle indagini in corso… e si accende una sigaretta. A Rocco Schiavone (interpretato da Marco Giallini) fanno da sfondo le montagne valdostane e un mozzicone acceso gli pende dalle labbra. Due serie televisive di grande successo. Due attori di straordinaria bravura. Un gesto in comune, apparentemente banale, ma che banale non è.
Ogni anno, in Italia, 93.000 persone muoiono per il consumo di tabacco. Una vera e propria emergenza sanitaria e sociale, che non può lasciare indifferenti. Si tratta di una cifra decisamente superiore alla capienza massima dei più grandi stadi del nostro Paese. In Europa, solo lo stadio di Wembley, a Londra, si avvicina a quel numero. L’aspettativa di vita complessiva può ridursi di 20 minuti per ogni sigaretta fumata e le persone che fumano per tutta la vita perdono circa 10 anni. Si tratta di evidenze scientifiche, ma troppi cittadini continuano a fumare.
Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom, circa due mesi fa, hanno lanciato la campagna “5 euro contro il fumo” (https://5eurocontroilfumo.it) per una proposta di legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. Aumentare drasticamente il prezzo è forse l’unica strategia che veramente può far diminuire il numero di fumatori, come dimostrano altri paesi (Francia, Irlanda…) in cui è stata già applicata. La campagna ha ottenuto il supporto di numerose società scientifiche, tra cui Aiot (Associazione Italiana Oncologia Toracica), Istituzioni, centri di cura, associazioni di pazienti e fondazioni. Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare, andando sulla piattaforma del Ministero della Giustizia (clicca qui) e utilizzando lo Spid, la Cie (Carta di Identità Elettronica) o la Cns (Carta Nazionale dei Servizi).
PER FIRMARE, INQUADRA IL QR CODE

Sono necessarie 50.000 firme per presentare la proposta di legge al Parlamento che successivamente dovrà discutere il disegno di legge. La salute è l’obiettivo primario di questa iniziativa: ridurre il numero dei fumatori e di conseguenza le malattie e le morti legate al fumo. E se nelle casse dello Stato entreranno più soldi, dovranno essere utilizzati prima di tutto per il Servizio Sanitario Nazionale, dalla cui efficienza dipende la salute di milioni di cittadini. Siamo a due terzi dell’iter di raccolta delle firme e dobbiamo fare l’ultimo pezzo di strada per raggiungere le 50.000 firme necessarie. Per questo ci rivolgiamo ai lettori del Napolista.
In Italia il costo delle sigarette è tra i più bassi d’Europa. Nel nostro Paese, quasi un quarto degli adulti è tabagista ed è preoccupante la diffusione tra i più giovani. Il 10% degli under 19 fuma regolarmente e il comportamento tende poi a proseguire per il resto della vita. È ancora più allarmante che il 7,5% degli under 13 abbia già provato un prodotto a base di tabacco. I giovani tendono a imitare i comportamenti degli adulti, soprattutto quelli più scorretti, come fumare. Anche nei film e nelle serie televisive, come dicevamo nell’apertura di questo articolo, si è abbassata la soglia di attenzione nei confronti di questa abitudine. La sigaretta è stata di nuovo “sdoganata”, ignorando le possibili conseguenze nei confronti degli spettatori.
Secondo le stime, l’aumento che chiediamo del prezzo – cinque euro per tutti i prodotti da fumo – può determinare, nel medio periodo, una riduzione del consumo di tabacco del 37%, con un conseguente calo dell’incidenza di malattie legate al tabagismo. Il 90% dei casi di tumore del polmone è determinato proprio dal fumo, pari a oltre 40mila diagnosi ogni anno in Italia. Non si tratta solo del cancro del polmone, ma anche del cavo orale, gola, esofago, pancreas, colon, vescica, prostata e rene. Il fumo rappresenta anche il principale fattore di rischio per le malattie respiratorie non neoplastiche, fra cui la broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma, infezioni respiratorie ricorrenti, ed è uno delle cause più importanti delle patologie cardiovascolari. Per questo chiediamo a tutti i tifosi di aderire alla campagna e di firmare quanto prima. Per vincere la partita contro il fumo.
Massimo Di Maio, presidente Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica)
Cesare Gridelli, segretario e presidente ad interim Aiot (Associazione Italiana Oncologia Toracica)
Francesco Perrone, presidente Fondazione Aiom