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Otamendi in E7. Guardiola gioca a scacchi con la nuova regola e si inventa il pivot basso

Il Daily Telegraph illustra le novità – rece necessarie dalla nuova regola – mostrate domenica dal Manchester City contro il Liverpool

Otamendi in E7. Guardiola gioca a scacchi con la nuova regola e si inventa il pivot basso

Il Daily Telegraph

Otamendi in E7. Per ricevere palla dal portiere – in questo caso Bravo – e per creare sia una nuova linea da attaccare sia una nuova finestra che conduce a Rodri che aspetta al limite dell’area. E infatti non appena Otamendi tocca il pallone, Firmino scatta e apre il corridoio per Rodri che aspetta al limite dell’area. Ma larghi, in caso di necessità, ci sono due difensori.

Il Daily Telegraph, con Daniel Zeqiri, racconta come Guardiola, con la nuova regola, ha cambiato la costruzione dal basso. E come domenica, soprattutto nel primo tempo, ha eluso il pressing alto del Liverpool di Klopp.

Il quotidiano inglese definisce Pep “uno dei grandi innovatori del calcio” e aggiunge: “quindi non sorprende che stia già cercando di sfruttare la nuova regola che consente ai difensori di ricevere il pallone in area dal portiere”.

La nuova regola – ricordiamolo – non prevede già che il gioco venga interrotto se il difensore (o chi per lui) tocca il pallone prima che esca dall’area (su passaggio del portiere). Fino al tocco del difensore, però, gli attaccanti non possono entrare nei sedici metri.

“Costruire il gioco da dietro in maniera strutturata è un segno distintivo delle squadre di Guardiola e nel primo tempo del Community Shield a Wembley il City ha sistematicamente eluso il pressing alto della squadra di Klopp”.

COM’ERA

COM’È

Il pivot basso

Che cosa ha fatto allora Guardiola? Ha creato il pivot basso. Ha piazzato (in quesito caso) Otamendi all’altezza dell’area piccola. Per certi versi, doppio pivot (l’altro è il portiere). “Ha creato al Liverpool un’altra linea orizzontale cui pensare”. La prima linea è composta quindi da Bravo e Otamendi. La seconda da Stones e Rodri che attendono al limite dell’area. “Assicurandosi – dettaglio fondamentale – che non stiano sulla stessa linea verticale di Bravo o Otamendi”.

Il rischio – il Telegraph non lo scrive – è un’ulteriore aggressione sulla seconda linea del City, dal limite dell’area. Che però ovviamente allungherebbe e aprirebbe ulteriormente la squadra avversaria.

Zeqiri, nella sua analisi, scrive che “dopo il passaggio tra Bravo e Otamendi, Firmino aggredisce la linea di passaggio a Stones e apre una corsia a Bravo per trovare Rodri. Altrimenti il gioco può essere aperto sull’esterno. È un sistema che sembra rischioso – prosegue – e provoca certamente ansia tra i tifosi ma l’idea è di scoraggiare il pressing alto del Liverpool”.

Guardiola, come scritto ieri da Repubblica, usa anche l’elemento sorpresa e quindi il calcio lungo per sfruttare la velocità di Sterling o Sanè. “Portando un difensore all’altezza dell’area piccola, il City rende il campo enorme e crea profondità. Come diceva Cruyff: quando difendi, rendi il campo piccolo; quando hai la palla rendilo il più grande possibile”.

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