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Il Napoli è l’orgoglio del Sud calcistico, solo a Napoli non se ne accorgono

Il Lecce è l’unica altra squadra meridionale in Serie A. Il Napoli di De Laurentiis è un unicum nel dominio del Nord. Eppure viene continuamente attaccato dai propri tifosi

Il Napoli è l’orgoglio del Sud calcistico, solo a Napoli non se ne accorgono
Foto Calcio Napoli

Il Napoli è l’ultimo baluardo del Sud calcistico eppure è criticato da chi dovrebbe bearsene, che paradosso…

Nella prossima stagione calcistica (2019/20) ci saranno, salvo altri scossoni giudiziari nella serie cadetta, 40 squadre ai nastri di partenza tra Serie A e Serie B. Di queste 40, divise equamente tra i due campionati, soltanto 9 rappresenteranno il Sud Italia e tra queste ben 7 giocheranno in Serie B. Nella massima serie, infatti, vi saranno soltanto il Napoli e il neo promosso Lecce a rappresentare il Mezzogiorno (considerando Cagliari Centro Italia o comunque una realtà totalmente a parte per posizione geografica e tradizioni).
Definire desolante la situazione calcistica del meridione è dunque soltanto un eufemismo.

All’interno di questa desolazione vi è però una grande eccezione, una realtà capace di sfidare  praticamente da sola da anni il potere costituito delle squadre del Nord: il Napoli di Aurelio De Laurentiis. La società azzurra è un incredibile ‘unicum’ nel panorama calcistico italiano ed è invidiata da molti in Italia e all’estero per la continuità, la stabilità e la capacità di restare sempre ad alti livelli nonostante non abbia le stesse possibilità economiche degli altri top club nostrani.

Per avere un’idea della costante ed incredibile crescita del Napoli dalla sua rinascita ad oggi (ricordiamo che il nuovo corso degli azzurri è iniziato appena 15 anni fa) basta analizzare i fatti: la continuità in Champions League mai avuta prima, la costanza nel restare ai vertici del campionato mai nemmeno sfiorata nei precedenti 93 anni di storia ed i continui arrivi di grandi calciatori ed allenatori all’ombra del Vesuvio. Tutto questo dovrebbe bastare ed avanzare per rendere orgogliosi i tifosi napoletani che mai prima d’ora avevano avuto il privilegio di godersi per così tanti anni consecutivi una squadra tanto forte e competitiva. Eppure così non è. Paradossalmente non appena il Napoli ha iniziato ad alzare il proprio livello, il tifo azzurro ha iniziato a pretendere sempre qualcosa in più al posto di bearsi di una situazione che in molti ci invidiano.

Da Ventura e Reja ad Ancelotti, da Giubilato a Koulibaly, da Capparella alla trattativa per James Rodriguez, da Varricchio a Mertens passando per i vari Hamsik, Lavezzi, Cavani ed Higuain. La crescita del Napoli appare ancor più incredibile facendo questa rapida carrellata di nomi. Si ha dunque come la sensazione che alla crescita della squadra non sia corrisposta una uguale o simile crescita della tifoseria, o almeno di una parte di essa. Un po’ come quando uno squattrinato vince al Superenalotto e non sa proprio come gestire tutto quello che ne deriva.

Il rammarico è forte, dover ascoltare ogni giorno commenti negativi su un qualcosa che funziona alla grande (e che funzionerebbe ancora meglio se davanti non ci fosse un colosso come la Juventus) non è per nulla semplice ne tantomeno comprensibile.

Ciò che ha sempre contraddistinto la tifoseria azzurra è la passione verso la proprio squadra e nell’ultimo periodo, nonostante i risultati siano sotto gli occhi di tutti, questa passione è venuta terribilmente a mancare. Come porre rimedio a tutto ciò? Tornando ad essere umili, a sognare ed a gioire per le imprese della propria squadra esattamente come quando si festeggiava per giorni per un semplice pareggio contro una big. Oggi il Napoli è più forte e in molti lì al Nord lo temono, noi da grande ed unica perla del Sud calcistico dovremmo compattarci e ricominciare a tifare come sappiamo. Soltanto così, evitando gli inutili dissidi interni, potremo continuare a sognare di riportare qui nel Mezzogiorno quello Scudetto che forse risveglierebbe un intero movimento ormai al collasso.

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