Ancelotti spiega il modello Ajax (l’ultimo appiglio dei seguitori del Napoli)

Ogni anno vende i calciatori migliori (Eriksen, Klaassen, Milik, De Jong), non vince da 5 stagioni, eppure ha una media di 51mila spettatori. L’acquisto più caro? 16 milioni

Ancelotti spiega il modello Ajax (l’ultimo appiglio dei seguitori del Napoli)

Non più top player, ora vivaio

Con grande senso dell’originalità, l’Italia del calcio e anche il popolo dei seguitori del Napoli hanno scoperto il modello Ajax. Fino a ieri sera alle ore 20.59, il Napoli avrebbe dovuto emulare la strada dei top club: acquistare calciatori di personalità ed esperienza per puntare alle posizioni che gli competerebbero.

Abbiamo già scritto – perché, ahinoi, tante cose abbiamo scritto – della dissociazione urbanistica di cui soffre Napoli. E per Napoli intendiamo quella porzione affatto esigua di città che si percepisce economicamente come Berlino e calcisticamente come il Real Madrid. Altri li definirebbero chiari sintomi di disturbo della personalità. Noi ci limitiamo a osservare i fenomeni.

Da ieri sera, dopo il 4-1 rifilato dall’Ajax al barcollante Real Madrid (che peraltro ha vinto quattro delle ultime cinque Champions), il fronte della protesta ha cambiato il tazebao: non più top player, bensì vivaio cui attingere per far crescere i talenti. Parliamo del vivaio olandese della cui crisi sono state riempite le pagine, anche virtuali, dei media dopo la mancata qualificazione della fu gloriosa Nazionale olandese sia dall’ultimo Europeo sia dall’ultimo Mondiale. Due anni fa, ad esempio, il quotidiano La Stampa pubblicò il seguente articolo: “L’arancia è spremuta, Olanda crisi infinita. Esonerato il ct Blind, la nazionale del mito Cruyff rischia di saltare i Mondiali dopo l’Europeo”. Cosa che puntualmente avvenne. E nell’articolo c’era un passaggio dedicato all’Ajax:

È pure una questione fisica se i vivai, a partire da quello dell’Ajax, sono rimasti al dogma della tecnica, sempre e comunque. Non basta più: «In Eredivisie vai a velocità uno, in Premier corri a velocità quattro», ha spiegato De Roon.

Oggi in conferenza stampa è stata posta ad Ancelotti la domanda sul modello Ajax. E quanto mai opportuna è stata la risposta dell’allenatore:

«Il Napoli deve affidarsi al modello Napoli, sono due club che hanno caratteristiche diverse anche dal punto di vista della struttura organizzativa. L’Ajax cresce i giovani e poi non ha problemi a lasciarli andare. Il Napoli i giocatori bravi ha sempre cercato di tenerli».

Il lungo elenco dei calciatori venduti

Dal 2012 ad oggi, l’Ajax ha venduto una serie di calciatori. Ve ne riportiamo alcuni. Nel 2012, Vertonghen al Tottenham. Nel 2013, Eriksen al Tottenham per 13,5 milioni di euro; oggi ne vale circa 90. Nel 2014, Blind al Manchester United; quest’anno, l’Ajax lo ha ripreso a bordo. Nel 2016, Milik al Napoli e Cillessen al Barcellona. Nel 2017, Sanchez al Tottenham e Klaassen all’Everton. Nel 2018 il piccolo Kluivert alla Roma. E il più forte dell’attuale formazione, il gioiellino De Jong, è già stato venduto al Barcellona per 75 milioni. Roba che i tifosi del Napoli – così come di tante altre formazioni italiane, va detto – nella migliore delle ipotesi avrebbero già organizzato manifestazioni di protesta non stop sotto la sede della società o indetto lo sciopero del tifo.

SPQO: Sono Pazzi Questi Olandesi

Invece che cosa fanno quei folli dei sostenitori dell’Ajax? Vanno in massa allo stadio – di proprietà del club -: media spettatori 51mila. SPQO: Sono Pazzi Questi Olandesi. A fronte, negli ultimi quattro anni, di zero titoli in bacheca. Quattro secondi posti consecutivi in campionato («basta arrivare secondi, siamo stufi!»), una finale di Europa League perduta contro il Manchester United. Quest’anno, al momento, sono secondi in campionato a cinque punti dal Psv ma con una partita da recuperare. E, ripetiamo, hanno già venduto il giocatore più forte. Erano tredici anni – dalla stagione 2005-2006 – che non approdavano agli ottavi di Champions. E da sedici – dal 2002-2003- che non raggiungevano i quarti di finale della manifestazione. In entrambi i casi gli olandesi furono eliminati da una squadra italiana: dall’Inter negli ottavi e dal Milan di Ancelotti nei quarti.

E parliamo, è sempre bene ricordarlo, di uno dei club più prestigiosi della storia del calcio. Vincitore di tre Coppe dei Campioni consecutive, di una Champions; due volte finalista. Vincitore di due Coppe Intercontinentali, una Coppa delle Coppe (con Van Basten centravanti), una Coppa Uefa, tre Supercoppe europee, 33 campionati. Insomma quisquilie.

Infine, vale la pena dare uno sguardo alle campagne acquisti del club che fu di Cruyff.

L’acquisto più caro della storia è stato pagato 16 milioni

Lo scorso anno l’Ajax ha speso 29 milioni per l’acquisto di calciatori (a fronte di cessioni per 81 milioni: come si dice pappone in olandese?): il più caro è stato il difensore centrale Woeber dal Rapid Vienna per 8 milioni. Tagliafico – prelevato dall’Independiente – è stato pagato 4 milioni.

Anche l’anno prima aveva acquistato per 35 milioni e venduto per 80. L’inversione di tendenza c’è stata quest’anno: l’Ajax ha investito sul mercato 50 milioni e ha portato a casa l’assoluto protagonista di ieri sera Tadic (30 anni) pagato 11 milioni e reduce da quattro stagioni non esaltanti al Southampton. Che non è stato nemmeno il più caro, perché l’Ajax ha speso 16 milioni per riportare a casa il 29enne Blind. E sedici milioni è il prezzo più alto mai pagato dall’Ajax per un calciatore: record che fu stabilito nella stagione 2008-2009 con l’acquisto di Sulejmani dall’Heerenveen (16,25 per la precisione).

Rimanendo a ieri sera, il marocchino Ziyech – autore del primo gol – è stato acquistato dal Twente due anni fa per 11 milioni di euro. Neres – l’autore del secondo gol – è arrivato sempre due anni fa, dal San Paolo, per 12 milioni. Schoene (32 anni), che ha firmato il gol sicurezza, fu acquistato sei stagioni fa dagli olandesi del NEC Nijmegen 2,5 milioni. Altri, come De Jong, De Ligt, Van de Beek, sono gioiellini fatti in casa. Il primo già venduto, il secondo – capitano a 19 anni – lo sarà a breve.

Un plauso all’allenatore ten Hag, 49 anni, alla seconda stagione alla guida dell’Ajax.

Per il resto, su Calcio&Finanza, troverete un articolo esaustivo sugli altri aspetti.

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