Speriamo che Verdi maturi come l’Asprinio Santa Pàtena

È un bianco dal sapore antico ma estremamente contemporaneo. Verdi ha grandi potenzialità ma fatica a trovare una sua dimensione. Questa bottiglia, invece, l’ha trovata

Speriamo che Verdi maturi come l’Asprinio Santa Pàtena

Dal sapore antico ma contemporaneo

E’ nu buon’ guaglione Simone Verdi, un po’ tutti lo descrivono come un bravissimo ragazzo umile dentro e fuori dal campo, a detta di molti antidivo per antonomasia, lontano da qualunque genere di spocchiosità ed antisportività. Nativo di Broni, un piccolo comune della provincia di Pavia, Verdi può giocare su tutto il fronte d’attacco con disinvoltura, anche come trequartista, è un calciatore moderno, dinamico, veloce anche con la palla al piede e nei dribbling, attitudini queste che mettono in seria difficoltà gli avversari a cui sfugge rapidamente, e un po’ ce ne siamo accorti pure qui a Napoli prima di comprarlo, qualche mal di testa ce lo ha procurato sia quando era all’Empoli che l’anno scorso al Bologna.

L’Asprinio d’Aversa Santa Pàtena 2016 è un bianco dal sapore antico ma estremamente contemporaneo, austero, secco ma avvolgente, dal sorso vibrante, leggero e godurioso eppure capace di maturare nel tempo, conserva in se la memoria di un territorio straordinario e una viticoltura senza lacci, è figlio però di una nuova idea fortemente voluta da Carlo Numeroso prima di lasciarci prematuramente poco più di due anni fa, che ha visto ben più lontano la classica beneamata ‘’Alberata Aversana’’, il tradizionale metodo di allevamento della vite maritata ai pioppi secolari dell’Agro Aversano, una visione nuova di coltivazione della vite più moderna per dare un futuro più sostenibile alla produzione di questo straordinario vino solo campano.

Gli uomini ragno

È infatti una vocazione antica quella dell’Alberata per l’Asprinio, una tradizione ingombrante, di fatto complicatissima da gestire e da portare avanti, anche per questo probabilmente destinata prima o poi inesorabilmente a finire, anche perché l’Alberata Aversana è un sistema di allevamento assai suggestivo ma improponibile nella moderna gestione economica del vigneto. La vendemmia infatti costa di media almeno tre volte tanto una “normale” raccolta poiché l’abilità degli “uomini ragno” nella raccolta delle uve è diventata un’attitudine ormai rara da trovare nelle giovani leve e i contadini più esperti, i soli capaci di armeggiare con le altissime scale costruite a misura d’uomo per arrampicarsi agilmente lungo gli altissimi filari per cogliere i grappoli sparsi in lungo e in largo sulle “pareti” sono in pochi e in molti casi molto avanti con gli anni.

Anche il Napoli è a un bivio storico, se ne parla da tempo ma nelle ultime settimane con sempre maggiore insistenza: c’è, da un lato, una classe ’87 sull’uscio che qualcuno vorrebbe accompagnare frettolosamente altrove, dall’altro una moltitudine di giovani da responsabilizzare e da valutare attentamente prima di consegnargli in mano, forse, il futuro della squadra azzurra. Il Napoli deve garantirsi un futuro sostenibile e di buone basi su cui lavorare ne ha, sono infatti diversi i giovani, anagraficamente o di militanza, a cui viene richiesto di dimostrare di essere all’altezza, tra questi vi è sicuramente Verdi di cui un po’ tutti vorremmo cominciare a godere, Simone è tene ‘e qualità, s’avessen però vedé!

Sappiamo infatti che c’ha messo un po’ per trovare finalmente la sua dimensione di calciatore professionista. Un continuo dai e vai nelle giovanili del Milan prima di passare al Torino, poi alla Juve Stabia, poi all’Empoli, addirittura all’Eibar in Spagna prima di rientrare in Italia al Carpi, poi Bologna nell’ultima stagione di serie A, probabilmente la sua migliore, che gli ha di fatto consentito di assaporare finalmente il grande calcio, l’occasione della vita, una prova che, diciamolo a chiare lettere, a 26 anni, quasi 27 – e venticinque milioni di euro spesi, ndr – non ammette repliche. Zizzinella is over, ci verrebbe da dire, Verdi ha realizzato la sua prima rete in massima serie il 7 dicembre 2014, siglando il gol del momentaneo vantaggio – manco a dirlo! – nella trasferta di Napoli terminata sul punteggio di 2-2. Questa città è nel suo destino.

Come l’Asprinio d’Aversa è un vino inesorabile quando giovane, è fresco, incalzante, questo cru tirato fuori nella tenuta a Santa Pàtena sa pure maturare bene, incredibilmente bene, ricco, sfrontato, complesso e, soprattutto, maledettamente riconoscibile; così ci auguriamo un Simone Verdi che in questa seconda parte della stagione sappia essere fresco e incalzante, sfrontato e audace a tal punto da dare a se stesso e a questa squadra tutto quanto serva per affermarsi definitivamente e fermarsi a Napoli a Lungo!

L’Arcante

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