Capisco il fattore Orsato ma il 3 marzo non lasciamo il San Paolo agli juventini

Sono stato a Napoli-Torino, ho trovato uno stadio freddino. Ora sento di questa contestazione, intanto loro allo stadio ci verranno

Capisco il fattore Orsato ma il 3 marzo non lasciamo il San Paolo agli juventini

Stadio freddino

Ho la netta impressione che il dibattito sulla situazione del Napoli, la diserzione di pubblico allo stadio, il papponismo  e l’antippapponismo, stia raggiungendo dei limiti pari all’inverosimile, paradossali.

Sono stato allo stadio con il Torino, ero in crisi di astinenza da spalti da tre mesi. 21 mila presenze. Uno stadio freddino. È stata quella classica partita sul filo del rasoio, un tirazzo di Insigne in bocca al portiere, una scivolata in ritardo di Milik, con un pubblico che spinge poco, per forza di cose. Siamo pochini. Quante partite ricordo in cui il ruggito del San Paolo portò la squadra alla vittoria. Il cosiddetto fattore campo, che a Napoli era leggendario. Una regola praticamente.

In questi giorni ne ho sentite di tutti colori, appena tornato dal Canada. Dalle pagine del Napolista persino la proposta, provocatoria ovviamente, di fondare un nuovo club partenopeo, per pareggiare gli umori. Mi son fatto una risata, l’ho trovata una sberla divertente.

In biglietteria

Stamane, andando a fare il biglietto per lo Zurigo – perché io allo stadio ci sono andato pure con le stampelle, nonostante la grandine, la pioggia, la serie C, Ferlaino, Corbelli, Naldi, ADL, con Maradona o Varricchio – scopro pure che c’è l’iniziativa “boicotta Napoli-Juve”. Mentre ne parlo con la bigliettaia entra un tizio che chiede già i biglietti per la Juve, ne chiede sei – anche se non sono ancora in vendita. “Ma allora la gente ci andrà con la Juve?” domando. Ma no, mi rispondono, verranno in tanti, dalla provincia e dal sud “ma sono tutti juventini in incognito”. Oddio. Che brutta sensazione allo stomaco.

Cosa accadrà il 3 marzo non lo so, ma il solo dubbio che il San Paolo possa fremere più per i senza colori che per la maglia azzurra, mi mette l’angoscia. Ma a che punto siamo arrivati?

Parlavo coi compagni di Balconata. Anche tra noi ci sono posizioni diverse rispetto alla gestione societaria, ma la Balconata Zerazzero è sempre presente. Io penso che allo stadio ci si vada per passione sportiva, no per interesse: se si vince ci vado, se no sto a casa. Non funziona così per me. Il tifo è fideistico. E l’ho già scritto qualche settimana fa da Toronto.

E’ innegabile però che la gente si è stancata. Di essere secondi? Qualcuno lo ha affermato, è paradossale, ancora una volta. Ma devo credere sia vero a questo punto. E non è solo il “grasso al cuore”. C’è di più. La gente – la gente di Napoli per lo meno, nel resto d’Italia non saprei –  è delusa. Delusa da un “calcio malato” che è malato da decadi. Quelli della mia età ricorderanno la gag a Mai Dire Gol già negli anni novanta. Mal gestito, male organizzato, mal ripartito nei diritti TV, dominato dalle lobby e dai procuratori, tremendamente burocratico (manco la VAR!) e dunque corrotto.

Quando fai 91 punti e non vinci, la notte non dormi bene. E la mattina ti alzi col mal di testa. Talmente forte che magari te la prendi col presidente perché a gennaio non ha rinforzato la squadra con Verdi (!). Ci sta. Pure io soffro di emicranie, e quando capita non ragiono benissimo. Ma la verità è che ‘ste cose ti segnano. La squadra dell’anno scorso era fortissima nel corpo e nella mente. C’erano tutte le caratteristiche per scrivere una sceneggiatura sportiva tra le più belle. Il Mister semisconosciuto che viene dalla gavetta ma che è un genio. Un gruppo di ragazzi – molto forti – che si mette a sua disposizione. Un presidente contestato, burbero e antipatico, che nel corso di anni di perfezionamento di un metodo di gestione virtuoso può riscattarsi agli occhi del suo pubblico. Sarebbe stato un cult. Pure per rilanciare l’immagine del calcio italiano più noioso di sempre.

Il fattore Orsato

Invece, Orsato.

Perché alla fine è lì che batte la lingua. Su quel cazzo di dente là. Non c’è niente da fare.

A fronte di Orsato – e ciò che metaforizza – tutte le pagine che scriviamo contano zero. Tutte le chiacchiere, i mal di pancia, le polemiche, le proteste, le trasmissioni, i soloni, le prosopopee, contano zero.

C’è quel Golem senza colori che distrugge i sogni, gli sforzi, la competizione, lo sport, il calcio. C’è un sistema connivente da un lato e incapace dall’altro. Incapaci sono gli altri club storici di tenere testa a Juve e Napoli azzerando ulteriormente la competizione a favore, necessariamente, del più forte. Ci sono società minori che dichiarano apertamente coi fatti – le compravendite di calciatori – e con le interviste alle radio, che è una “questione di rapporti”. Per cui Sturaro a 20 milioni.

Si parla di tutto nelle trasmissioni calcistiche, tranne che di calcio. Tra Wanda Nara e i bilanci ci si accorge poco ormai del gesto tecnico. Lo stadio resterebbe in realtà l’unico luogo dove il calcio esiste ancora sul serio. Almeno per quei novanta minuti. E chiudo il lungo giro. Vale veramente la pena allora disertare Napoli-Juve? Vale veramente la pena, amici miei napoletani, disertare lo stadio? Io vi capisco, più di chiunque altro. Io sono nato al Pallonetto nel 1975, ma negli anni di Diego vivevo già a Roma. Mio Papà e mio zio mi portavano spesso al San Paolo; ma per fatti di famiglia, io a fare i caroselli per gli scudetti, a Napoli, non c’ero. Quindi, penso, voi ora capirete me, quanto io ci tenga a vincere, per fare finalmente i caroselli qua, a Napoli, a casa mia, ora che quarantenne, da alcuni anni sono tornato a viverci. Io voglio vincere più di chiunque altro. E l’anno scorso ci sono andato così vicino. Ho ancora l’emicrania porcogiuda! Ma allo stadio, al campo verde, non ci rinuncio. È la mia aria fresca. Per quei novanta minuti torna solo il calcio. Lo sport che amo. Su quegli spalti torniamo bambini. Salviamo almeno questo. Andiamo allo stadio, e sosteniamo quella maglia che solo a Napoli è anche città, identità totale! Difendiamo il San Paolo, il nostro tempio sgarrupato, dall’invasione degli ultracorpi bianconeri. Sosteniamo noi stessi che amiamo il calcio. Difendiamo il calcio con l’unica cosa pulita che ci resta, il tifo. Al di là dell’antipatia di De Laurentiis. Al di là del sistema. Al di là di Orsato. Al di là del risultato!

Forza Napoli Sempre

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