L’unico campionato aperto è quello finanziario per la Champions

Il Napoli lo ha già vinto, la Roma rischia di perderlo. L’accordo indecente con Dazn, le lacrime di Quagliarella e il razzismo denunciato dal Serino

L’unico campionato aperto è quello finanziario per la Champions

L’instabilità di Dazn

Ma i cori restano.

Fuori dallo stadio e sugli spalti.

Prove tecniche di Coppa Italia in campo.

Provo a guardare la partita attraverso queste immagini Dazn.

Instabili come gli umori di una adolescente inquieta.

Da quattro mesi la truffa continua.

Tace la Lega connivente che ha stipulato questo accordo indecente.

Ancelotti esagera un po’

L’Agnolotto vuole sorprendere ed esagera un po’.

Vuole dimostrare che la sua squadra può anche fare a meno degli incontristi. Almeno contro questo centrocampo rossonero così evanescente e invero mediocre.

E così il Signorinello Pallido prende il posto non dico di Allanaladin, troppo distratto dal mercato per essere in campo, ma di Amadou le cui coperture avevano di recente esaltato la vocazione tuttocampista del Fenicottero andaluso.

Come un mese fa, nei minuti finali, proprio sul piede del Signorinello Pallido capiterà la palla della vittoria.

E come un mese fa il polacchino, dai mille talenti inespressi, ancora una volta sbaglierà.

Divorando in due partite la bellezza di cinque punti.

E chiudendo per sempre il discorso campionato, se mai fosse stato aperto.

Poi l’arbitro Doveri perde la testa e sfida in comicità il suo sosia Jack La Cayenne, il mimo che negli anni 60 faceva crepare dal ridere ingozzando tazzine.

Pensiamo ad altro. Passiamo ad altro.

Martedì si torna qui, forse a giocare una partita vera.

Se al Napoli dovesse davvero interessare questa coppetta un po’ grottesca.

Il Napoli ha già fatto il suo.

A metà del cammino ha già vinto il Campionato più munifico.

Che è quello Finanziario della qualificazione Champions.

Quagliarella

Eguaglia il Quaglia il record di Batistuta con una doppietta su due rigori un po’ generosi.

E addirittura gli scappa la lacrimuccia ai microfoni.

Manco fosse a una orribile trasmissione della orribile De Filippi.

Il record in sé ha un mero rilievo statistico, nemmeno tanto ambito in fondo.

E tu piangi?

Tranquillo, Quaglia, basta il valore reale che esprimi tu, magnifico trentaseienne. Basta la tua serietà professionale e la tua passione.

Per qualche emozione in più bisogna andare a Bergamo.

Scontro diretto per l’unico campionato di un certo concreto interesse.

Per il quale è lecito sudare una stilla in più.

Che – come ho già detto – è il Campionato Finanziario dell’ingresso in Europa.

I Sangue-oro ritrovano il Ciclope bosniaco e in 40 minuti ne fanno tre.

Poi è black out. Spariscono dal campo letteralmente.

Laocoonte Duvan sparacchia il rigore a qualche figurina sognante di Chagall in giro per il cielo brianzolo.

Ma 46 secondi dopo mette a segno il 3-3 del pazzesco pareggio e si fa perdonare tutto.

Non so quale santo salverà stavolta la panchina di Eusebio da Pescara.

Certo nessun santo salverà la Pippetta dalla disfatta del Dall’Ara.

Quattro sberle in casa, non li accetti neanche dalla rappresentativa del Paradiso del Pallone.

Che può mettere insieme Di Stefano, Schiaffino, Jascin, Garrincha, più Pelè e Diego al meglio della forma.

Se poi te le assestano quelle caciottone sbilenche del frusinate, c’è da non uscire di casa per una settimana per lo scorno.

I tifosi esasperati vogliono nomi, cognomi e indirizzo di chi ha voluto l’esonero di Crisantemo Donadoni e ha salutato l’arrivo di Inzacazzo come il Messia.

Joey Saputo, presidente canadese di origine siciliana, di caciotte se ne intende. Visto che è leader della più ricca industria casearia del mondo.

E questa sconfitta proprio non la digerisce.

Così, nel suo incerto italiano, si affretta a placare gli animi e a promettere il ritorno del Ceffo Sinisa.

Alla notizia, non so quale sarà l’esultanza del popolo rossoblù.

Il Parapet degli incubi sbaglia come al solito tutto quello che può.

E si schianta senza neanche reagire contro l’amato Toro grazie a un goal di Armando Izzo, napoletano di Scampia.

Cosa abbiano fatto gli ergastolani all’Olimpico non so.

Suppongo abbiano vinto col solito rigorino discutibile.

Il Serino

Parlerò del Serino. Che è una squadra di Promozione Girone C campana.

Al 64′ sta vincendo 2-1 sul Real Sarno.

Ma al 64′ la squadra ospite pareggia.

Su evidente contrasto in area con fallo sul portiere, il senegalese venticinquenne Gueye Ass Dia.

Quando il portiere chiede spiegazioni, l’arbitro gli risponde: “Sta zitto, negro”.

E viene espulso.

A questo punto Donato Trotta, presidente del Serino calcio, entra in campo, stringe la mano all’arbitro e e annuncia: “Ragazzi, finisce qui, andiamo via”, ritirando la squadra.

Secondo le regole perderà la partita 3-0 a tavolino.

Questa mattina attraverso la pagina Facebook del Serino Calcio 1928, il Presidente Trotta ha chiesto a tutte le squadre della promozione girone C Campana di non scendere in campo domenica 2 febbraio.

Per protesta contro il sistema Calcio e per solidarietà a questi giovani.

Ma soprattutto per rispetto alle nostre coscienze.

Prove tecniche di civiltà.

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