Non sarà l’arbitro a fermare la partita: oggi il vertice calcio

Le richieste di Gravina. Ci saranno anche giornalisti ed editori all’appuntamento di oggi. Nel paese del Gattopardo, è molto probabile che anche stavolta nulla cambi

Non sarà l’arbitro a fermare la partita: oggi il vertice calcio

È il gran giorno

Sembra tutto apparecchiato per l’ennesima farsa sulla violenza e sul razzismo dentro e fuori gli stadi. Oggi è 7 gennaio e nel pomeriggio si terrà il vertice di cui tanto si è parlato nei giorni scorsi. Se n’è parlato tanto perché Matteo Salvini – ministro dell’Interno – aveva dichiarato di voler invitare anche i rappresentanti dei tifosi. Dopo la foto che lo ha immortalato con Luca Lucci un capo ultrà del Milan con precedenti penali, a qualcuno sono comprensibilmente sorti dubbi. Quindi oggi niente tifosi al vertice che si terrà alla Scuola superiore di polizia.

Il parterre va da Salvini ai sottosegretari allo Sport e agli Interni, al capo della polizia Franco Gabrielli, ai membri dell’Osservatorio. I dirigenti dello sport e del calcio – dal Coni, alla Figc, alla Lega di tutte le serie, rappresentanti di arbitri, allenatori, calciatori e persino il presidente dell’ordine dei giornalisti e quello degli editori. Più si è, più alte sono le probabilità che non si cavi un ragno dal buco. Chissà se Salvini porterà all’ordine del giorno la sua mozione sugli insulti alle madri.

Il pacchetto Gravina

Repubblica si sofferma sulle proposte della Figc che col nuovo corso di Gravina vorrebbe la sospensione delle partite al primo buu razzista, in concomitanza col primo avviso all’altoparlante. La figuraccia Koulibaly, con la Uefa che ha condannato la gestione della gara, ancora pesa. Però, attenzione, a chiedere lo stop non dovrebbe essere più l’arbitro ma i delegati della Lega e della pubblica sicurezza. Insomma l’arbitro dovrebbe esonerato da questo compito. Sarebbe una vittoria di Nicchi.

Ci si affiderebbe poi al modello inglese per le punizioni: la responsabilità è sempre individuale e quindi niente più provvedimenti come la chiusura delle curve. Sarebbe questa una vittoria di Salvini.

Si dovrebbe discutere anche degli investimenti dei club in tema sicurezza e, come scrive la Gazzetta, dell’adozione del codice etico da parte delle società di calcio.

Nel paese del Gattopardo, ci si prepara a un ennesimo pomeriggio per fotografi e giornalisti. Molto probabilmente una inutile parata. Ciascuno rivendicherà il successo della propria parte. E tra poche settimane saremo di nuovo capo a zero. Del resto, soprattutto il razzismo è un fenomeno che può essere debellato quasi esclusivamente dal punto di vista culturale.

 

 

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