Ponte Morandi: presentato in Procura il piano di demolizione. Esclusa Autostrade

Dieci le imprese coinvolte, si utilizzerà un sistema di smontaggio meccanico con l’uso di esplosivo

Ponte Morandi: presentato in Procura il piano di demolizione. Esclusa Autostrade

Repubblica Genova scrive che Bucci ha provato ad accelerare i tempi e a far arrivare il progetto di demolizione al decimo piano del Tribunale, negli uffici del gip Angela Nutini che, però, gli ha ricordato la corretta procedura penale, che prevede la consegna alla Procura: deve poi essere il procuratore capo Francesco Cozzi a inoltrarlo al gip ed eventualmente a chiedere il dissequestro della  struttura e delle aree.

Il progetto di demolizione arriva in Procura

Così Bucci è andato al nono piano ed ha consegnato al procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati “una  busta chiusa dai colori natalizi, contenente il progetto di abbattimento”. Scrive l’edizione genovese del quotidiano.

Sono coinvolte dieci aziende, “perché – ha spiegato il sindaco – non ne esiste una sola in grado di fare tutto, devono essere consorzi di aziende. Le tecnologie sono separate, specifiche, e devono essere uniformate”.

Le ditte saranno in gran parte genovesi. Trapelano anche alcuni nomi: Carena (costruzioni), EcoEridania (bonifiche), Fagioli (trasporti eccezionali), Vernazza  (sollevamento, gru), Siag e Despe (entrambe specializzate nelle demolizioni con esplosivi).

Il metodo e i tempi

Il cantiere sarà aperto il 15 dicembre. Per la demolizione verranno usate tre tecniche: le gru, la strand jack (con la quale si appoggia sui lati del ponte un macchinario che ne taglia dei pezzi e li fa cadere a terra) e l’esplosione per alcuni pezzi particolari.

Bucci ha annunciato anche la tempistica della ricostruzione: si inizia il 31 marzo prossimo “e voglio vedere in piedi il nuovo viadotto entro il 31 dicembre 2019″, ha dichiarato.

Saranno almeno 100 gli appartamenti abbattuti, su 256 abitazioni sfollate.

Esclusa Autostrade

L’esclusione di Autostrade sia dalla demolizione che dalla ricostruzione è confermata dallo stesso commissario che, scrive Il Secolo XIX, afferma di non temere i possibili ricorsi: “Sono convinto che Autostrade chiederà molti accertamenti tecnici, ma faremo in modo che non rallentino la demolizione e la ricostruzione. Penso che sia interesse anche di Autostrade non essere responsabile di alcun rallentamento”.

Il progetto è già sulla scrivania del gip

“Abbiamo già trasmesso il piano di demolizione al gip – dichiara il procuratore Cozzi – perché possa distribuirlo a tutti i periti”.

I tempi non dipendono alla Procura, ma dai pareri dei consulenti. I periti coinvolti nell’incidente probatorio attendono ancora i risultati sui reperti dalla Svizzera. Sul progetto dovranno anche pronunciarsi i consulenti degli indagati (Autostrade, Spea e Ministero), quelli delle vittime e quelli dei feriti.

Per tutti i periti vale il principio del contraddittorio, pena l’annullamento dell’incidente probatorio.

Il punto 3 del verbale di conferimento dell’incarico peritale sottolinea come “le modalità delle programmate demolizioni debbano avere come obiettivo quello di campionare e conservare le parti potenzialmente utili ai fini della prova”. Ovvero: si può demolire, ma in maniera che permetta di salvaguardare le parti del ponte che potrebbero diventare una prova delle cause del crollo nel corso del procedimento penale.

Non resta che attendere la prossima udienza dell’incidente probatorio, fissata per il 17 dicembre alle 9.30 nell’aula magna del Tribunale. Un’udienza che tecnicamente avrebbe dovuto essere rinviata – i consulenti hanno fatto sapere che slitteranno il deposito della perizia perché ancora in attesa dei risultati sui campioni inviati in Svizzera – ma che potrebbe essere riservata per discutere esclusivamente le modalità di demolizione.

Difficile che l’accordo tra le parti su come demolire – condizione necessaria per arrivare all’ok all’istanza di dissequestro – arrivi al termine dell’udienza del 17 dicembre. Le parti potrebbero prendere visione del piano solo in quell’occasione (a meno che il giudice non decida di divulgarlo già nei prossimi giorni), è possibile che venga chiesto un rinvio proprio per analizzare meglio le carte, scrive Il Secolo XIX.

La prossima udienza, in tal caso, potrebbe essere fissata – complici le festività natalizie – direttamente a gennaio. Se così fosse fino a quella data non sarebbe tecnicamente possibile chiedere il dissequestro e iniziare la demolizione.

C’è un’altra scure che potrebbe portare ad un prolungamento dei tempi: lo sciopero degli avvocati penalisti contro la riforma della prescrizione, previsto proprio per il 17 e il 18 dicembre. Occorrerà capire se il giudice riterrà lo svolgimento dell’udienza un atto urgente “precettando” i legali oppure dovrà necessariamente procedere con il rinvio.

La direzione dei lavori a Rina Consulting Spa

Per il decreto numero 13, è la Rina Consulting S.p.A. che avrà l’incarico di coordinamento progettuale, direzione lavori, controllo qualità e supporto alla struttura commissariale nell’ambito dell’appalto o degli appalti pubblici dei lavori per la realizzazione di tutte le opere di demolizione e di costruzione”.

Il corrispettivo stabilito, scrive Repubblica Genova, è pari alla percentuale del 5,65% dell’importo dei lavori, con un tetto massimo di 14 milioni di euro. Ciò significa che Bucci mette in conto di spendere, per i lavori di demolizione e ricostruzione, al massimo 247 milioni di euro.

FOTO DA GENOVA24

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