Ponte Morandi. Nell’inchiesta finisce anche il viadotto Pecetti. Si indaga sui rapporti Autostrade/Spea

I monitoraggi attribuiscono al ponte un rischio 60 su 70. Per il Morandi il rischio era 50. Il Procuratore: “Perseverare sarebbe diabolico”

Ponte Morandi. Nell’inchiesta finisce anche il viadotto Pecetti. Si indaga sui rapporti Autostrade/Spea

Nell’inchiesta sul Ponte Morandi entra anche un altro viadotto, sempre genovese: è il Pecetti, alto circa 30 metri e lungo 140, che passa sulle case di Mele, sulla A-26, Genova-Gravellona-Toce.

Rischio 60 su una scala da 1 a 70

Anche il Pecetti – scrive Repubblica – presenta un “ammaloramento” del cemento armato e dei ferri interni, in particolare nell’impalcato.

Nella scala che va da 1 a 70, i monitoraggi di Spea Engineering attribuiscono al viadotto un rischio di 60. Se pensiamo, scrive il quotidiano, che i monitoraggi effettuati tre mesi prima del crollo del Morandi gli attribuivano un punteggio di 50, la cosa diventa preoccupante.

Secondo i criteri che si è data Autostrade, con 70 si chiude il traffico, con 60 scatta la limitazione al transito di carichi di peso superiore alle 75 tonnellate, cosa che appunto è stata fatta nei giorni scorsi sulla tratta compresa tra la diramazione A10-A26 e lo svincolo di Masone.

Il Procuratore: “Perseverare è diabolico”

L’indice 60 è riportato nel dossier presentato dalla stessa società Autostrade sullo stato di strade e viadotti del genovese.

La notizia, scrive Repubblica, è stata finora tenuta sotto traccia, “per evitare allarmismi”, ma quel valore di rischio ha spinto il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, a spedire l’intero dossier al ministro Toninelli: non per fare allarmismi, dice Cozzi, ma “errare è umano, perseverare è diabolico”.

Contemporaneamente, è stato chiesto ai finanzieri di approfondire le indagini: ecco il motivo delle nuove ispezioni negli uffici genovesi di Spea Engineering il 26 ottobre scorso. In quella occasione, i finanzieri “non hanno chiesto la documentazione sul Morandi, ma i monitoraggi remoti e recenti del Pecetti”, scrive Repubblica, e il viadotto è così entrato nell’inchiesta sul ponte Morandi.

Autostrade: il ponte è sicuro

Aspi assicura che non ci sono problemi strutturali e che il viadotto è sicuro. Tuttavia, il Mit ha inviato un pool di tecnici della Vigilanza a controllare.

Secondo quanto trapela, scrive Repubblica, come nel caso del Morandi, anche in questo caso l’attenzione degli investigatori si concentra sui rapporti tra Autostrade e Spea, ma anche tra Aspi, Anas e Mit, “tanto che lunedì prossimo sarà interrogato come testimone Gianni Vittorio Armani, l’ex amministratore delegato di Anas fatto fuori da Toninelli per la mancata integrazione di Anas in Fs”.

Dopo di lui, lo abbiamo già scritto, toccherà agli ex ministri Graziano Delrio (il 19 dicembre) e Antonio Di Pietro (il 20).

Demolizione e ricostruzione: il cerchio si stringe

Negli uffici del Matitone si lavora incessantemente alla scelta dei progetti per la demolizione e la ricostruzione del Morandi. In videoconferenza, scrive Il Secolo XIX, perché Bucci è a letto con l’influenza.

Il cerchio si stringe attorno a un gruppo ristretto di offerte: cinque per la ricostruzione, due per la demolizione.

Nessuno ancora si sbilancia sui nomi ma che i favoriti siano Salini-Impregilo e Cimolai per la ricostruzione e Vernazza-Ecoeridania-Carena e Siag-Despe per la demolizione sembra ormai chiaro, scrive il quotidiano.

Bucci si è impegnato a presentare venerdì, in Procura, il progetto di demolizione, per sottoporlo, poi, al parere dei periti del gip Angela Nutini: il commissario pare orientato per assegnare separatamente la demolizione e la ricostruzione.

Non si sa ancora se Autostrade sia in gioco oppure no, almeno per la demolizione: in ogni caso, il commissario dovrà trattare con la concessionaria per farsi approvare e finanziare il preventivo delle spese.

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