Ounas si mette in vetrina (oltre il gol) e sfrutta le sue occasioni

Terza partita da titolare e secondo gol, ma soprattutto una prestazione di sostanza e qualità: Ounas è diventato una risorsa per il Napoli.

Ounas si mette in vetrina (oltre il gol) e sfrutta le sue occasioni

Oltre il gol

L’immagine che resta nella mente, ovvio, è quella del gol segnato in chiusura di primo tempo. Solo che che per giudicare la partita di Adam Ounas bisognerebbe avere la forza di andare oltre. Di pescare altre carte dal mazzo, oltre il jolly di un tiro bellissimo dopo una rapida percussione con dribbling incorporato. È un discorso di tattica e di tecnica che si mischiano, non solo di tricks da Youtube come questa, che comunque fanno sempre scena:

Adam Ounas, oggi, ha giocato bene a calcio. L’ha fatto nel suo ruolo, da esterno destro, differentemente da quanto avvenuto due settimane fa in occasione di Napoli-Chievo. Stavolta, Ancelotti ha scelto di schierarlo con il piede opposto, e la scelta ha funzionato. Oltre il gol, lo diciamo oltre una giocata che nasce da destra. C’è tanto altro da vedere e rivedere. Ad esempio, le due aperture su Ghoulam e Insigne nella ripresa, una di interno e una di esterno a liberare l’uomo sulla sinistra. Entrambi, Faouzi e Lorenzo, hanno sprecato tanta grazia.

Anche i numeri sostengono la tesi per cui la partita di Ounas debba essere letta oltre le suggestioni delle singole giocate: due tiri in porta su altrettanti tentativi, addirittura 6 occasioni create tramite passaggi chiave. E poi 57 palloni giocati, due dribbling, pure due eventi difensivi in supporto a Elseid Hysaj, diligente compagno di fascia. 

Il futuro

Ora si apre un nuovo capitolo nella carriera di Adam Ounas. Per un motivo semplice: entra nelle rotazioni, nel senso che è un calciatore che partecipa alle dinamiche della prima squadra. E, soprattutto, ha sfruttato il 66% delle sue occasioni. O meglio: ha giocato e fatto gol contro Sassuolo e Frosinone, contro il Chievo ha avuto una giornata più difficile, possiamo considerare “fallita” quella partita. Anche se, in ogni caso, proprio contro i gialloblù ha liberato Insigne solo a tu per tu con Sorrentino, per l’occasione più clamorosa non sfruttata dal Napoli. 

L’ex Bordeaux ha dimostrato di poter giocare (e bene) a questo livello, in certe partite. Quindi deve puntare, insieme ad Ancelotti, ad essere impiegato anche in altre occasioni. Certo, dal suo lato – perché lui si esalta a destra – c’è un mostro come José Callejon, una specie di totem impossibile da scalzare. O quasi. Però Ounas gioca in un altro modo, fa altre cose, quindi garantisce soluzioni che non appartengono al numero sette ex Real Madrid. 

In questo senso, Ounas è finalmente diventato una risorsa. In una gerarchia liquida come quella di Ancelotti, è una specie di assicurazione rispetto alle possibilità di giocare. Di poter andare in campo ed essere determinante. Quantomeno a provarci. Ounas ha 21 anni, ha ancora tutto il tempo per poter confermare aspettative importanti sulla sua qualità potenziale. Non stiamo auspicando un fuoriclasse internazionale, non siamo veggenti, ma di certo le doti sono importanti. E un minutaggio gestito con oculatezza (siamo già a 274′ in campo contro i 424′ dell’intera annata 2017/2018) potrebbe aprire prospettive interessanti per un giocatore che è stato considerato inadeguato. Ora sta dimostrando che non è proprio così.

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