Il Napoli è praticamente in Champions, ma il suo campionato non è finito

Seppure la corsa alla Juventus non dovesse riaprirsi, il Napoli ha ancora l’obbligo di trovare e superare obiettivi sempre più ambiziosi. Così si cresce per davvero.

Il Napoli è praticamente in Champions, ma il suo campionato non è finito
Fabian Ruiz festeggiato dai compagni dopo il gol a Udine (SSC Napoli)

La lentezza degli altri

In questi giorni, abbiamo celebrato i numeri ad altissimo livello del Napoli di Ancelotti. Le 12 vittorie su 16 partite di campionato portano gli azzurri ad una proiezione di 90 punti a maggio 2019, una quota altissima, solo il ritmo infernale della Juventus tiene (ancora) chiusa una reale corsa per lo scudetto. In questo momento, grazie al suo rendimento, il Napoli ha 13 punti di vantaggio sulla Lazio quinta in classifica. Praticamente, Ancelotti e i suoi ragazzi hanno messo un’ipoteca sulla qualificazione alla prossima Champions League. È una questione di matematica: se la Juventus ha già vinto questo scudetto, il Napoli ha già concluso il campionato nelle prime quattro posizioni.

E poi è un discorso di andamento lento, almeno da parte degli altri. Il quinto posto di questa stagione ha addirittura 10 punti di distacco rispetto a quello dell’ultima stagione (sempre la Lazio, da 35 punti è scesa a 25), la proiezione dei biancocelesti a fine stagione dice quota 60 punti, difficile pensare che il Napoli possa scendere sotto certe cifre. È come se i meriti della squadra di Ancelotti si sommassero ai demeriti altrui, fino a disegnare una classifica estremamente squilibrata.

Il concetto di cronometro

Leggendo certe cifre, si possono pensare e dire tante cose. In primis, la famosa “caccia all’Europa League” potrebbe diventare un obiettivo da inseguire senza che vada ad intaccare troppo la corsa in Serie A, per il famoso concetto che “tra secondo e quarto posto” non c’è grande differenza. È una visione che al Napolista non condividiamo, per due motivi fondamentali. Il primo è che la Juventus deve ancora vincerlo, questo scudetto. Se ne facciamo una questione di ipoteche pagate con i punti, i bianconeri hanno fatto tutto ciò che potevano e anche di più, ma se il Napoli dovesse continuare a mantenere questo andamento, Allegri, Ronaldo & co. non potrebbero permettersi nessuna distrazione. Anche perché durante il girone di ritorno dovranno venire a giocare al San Paolo, e nelle ultime giornate affronteranno Inter e Roma in trasferta.

Noi però insistiamo su un altro concetto, quello della cronometro ciclistica: il Napoli deve fare all-in su sé stesso, deve correre per migliorare i propri record, i propri punteggi. Lo sport è posizionamento e superamento di obiettivi sempre più alti, sempre più difficili. E allora il Napoli deve puntare a fare più punti possibili, anche oltre i 90, e ad andare avanti in Europa League e Coppa Italia. Del resto, la ricerca del miglioramento può e deve essere interpretata così, soprattutto in relazione all’ultimo campionato: se il Napoli 2017/2018 ha scelto scientemente di mettere in secondo piano il percorso nelle coppe per concentrarsi sulla Serie A, fino a toccare quota 91 punti, quest’anno deve cercare di ripetere lo stesso percorso senza trascurare alcun impegno.

Far crescere la squadra

Così si fanno crescere le squadre, soprattutto quelle giovani, che per questo hanno ampi margini di miglioramento. Il Napoli deve mantenere alta la tensione a tutti i livelli, per tutti gli aspetti della sua stagione: il turn over, la competitività interna, la percezione rispetto all’importanza delle partite, di tutte le partite. È così che si fa una reale valutazione dei singoli, ogni cosa deve essere pensata ed attuata perché si possa aspirare al massimo. È il dovere cui sono chiamati Ancelotti e i calciatori, una mission che finora è stata compiuta. Al netto dell’eliminazione beffarda – ma meritata – di Liverpool, il Napoli ha un saldo complessivo in attivo rispetto alla scorsa stagione. Non era facile riuscirci fin da subito con un nuovo allenatore. Eppure la qualità del lavoro di tutti sta tenendo questa squadra a livelli importanti.

Proprio per non disperdere il patrimonio di conoscenze ed esperienze maturate in questo primo scorcio di stagione, il Napoli deve insistere. Il campionato non si chiude fino alla 38esima giornata, anche quell’ultima partita potrà determinare un contributo importante nella crescita di un calciatore, anche dal punto di vista solamente mentale, in relazione all’approccio a certi impegni. È così che si valuta il presente e si costruisce il futuro. Il Napoli ha basi solide, per sviluppare ancora il suo potenziale deve tenere sempre carica la batteria del suo miglioramento. Non c’è altra strada, non può esserci compromesso.

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